Anno di fondazione dell'ASR
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BOC User
19/11/2009 17:24:01
DAJE JEREMY!
« Per favore parlo francese, traduce la responsabile dell’ufficio stampa » . Convinciamo invece Jeremy Menez a provare a cavarsela in italiano. Ed è stata una piacevole sorpresa. Non c’è stato bisogno di tradurre nemmeno un concetto, una parola. E’ stato una sorpresa in assoluto il francese, alla sua prima intervista esclusiva da quando è arrivato in Italia.


Solitamente chiuso e riservato, si è aperto, raccontandosi e dimostrando grande personalità. Siamo andati alla scoperta di un talento che può aiutare la Roma a risollevarsi, che è convinto che si possa giocare con tre punte, assicurando che sarà lui quello che si sacrificherà nei recuperi. E’ pronto a scommettere sulla Roma, si prenota per un gol al derby e vorrebbe rigiocarsela tra un paio di mesi contro l’Inter. Perchè la Roma, come Menez, non ha paura di nessuno.


Jeremy Menez, come mai solo ora la sua pri­ma intervista esclusiva da quando è alla Ro­ma?

«Sono un ragazzo tranquillo, per me è im­portante stare bene con i compagni, avere un buon rapporto al’interno dello spogliatoio. Parlare ha un aspetto secondario».

Negli ultimi tempi la sua storia alla Roma è cambiata. Gioca di più, per i tifosi è diven­tato un beniamino


«Ho sentito l’incitamento del pubblico quando sono uscito nella partita contro il Bo­logna. Sto lavorando bene con Ranieri. Pos­siamo fare ancora di più, la Roma ha una qualità alta, dobbiamo tirarla fuori».

Negli ultimi tempi si è ritagliato più spazio, gioca con più continuità.

«Per tutti i calciatori giocare spesso è im­portante. Acquisti fiducia. Anche per me è stato molto utile. Mi sento meglio, a forza di giocare la condizione fisica è cresciuta».

Con Ranieri all’inizio vi siete studiati. Una volta l’allenatore si arrabbiò per un’ammoni­zione che avrebbe potuto evitare. Adesso la considera fondamentale per la Roma.

«Quando è arrivato lui io sono uscito subi­to di squadra. Poi abbiamo parlato, ci siamo chiariti e adesso ho un buon rapporto con lui e con tutti gli uomini del suo staff».

E’ cambiata molto la Roma da Spalletti a Ranieri, è cambiato anche il modo di lavora­re?

«E’ molto diverso. Facciamo tanto allena­mento tattico e fisico. Il lavoro atletico con il preparatore è aumentato. E’ meglio per noi. Abbiamo cominciato male la stagione, per migliorare dobbiamo darci da fare. Ranieri è esigente, questa settimana abbiamo lavorato per due giorni di fila mattina e pomeriggio».

Com’è Roma per Menez?


«Mi trovo bene, vivo con la mia ragazza, anche a lei piace Roma. Mi trovo bene con la società, che ringrazio per aver creduto in me. Con i compagni sto benissimo. A Roma c’è una bella vita. Siamo a novembre inoltrato e fa ancora caldo. Fantastico».

Si sa poco dei suoi esordi da calciatore. Ci racconta qualcosa?

«Ho cominciato a giocare a Parigi, a cinque anni. La mia prima squadra è stata il Vitry, il club del mio quartiere, il numero 94. Che da quest’anno è il mio numero di maglia. Non lo avevo preso appena arrivato, nella scorsa sta­gione. Ero agli inizi, ho pensato “cominciamo con un numero tranquillo” e ho preso il 24».

Dal Vitry, quali sono state le altre tappe della sua carriera?

«Sono passato a Cvfp, poi Brittany, So­chaux e infine Monaco».

Quando è arrivato alla Roma aveva la pos­sibilità di restare in una grande squadra francese.

«Mi voleva il Bordeaux. Alla fine ho scelto la Roma perchè quello italiano è un campio­nato molto difficile. Questa è un’esperienza molto importante per me, ho bisogno di con­frontarmi ad alti livelli per dimostrare le mie qualità. In Italia si lavora bene, molto di più sotto l’aspetto tattico e atletico rispetto alla Francia».

Quest’anno si è visto in alcune partite il vero valore di Menez.


«Ho molta fiducia in me stesso, nella squa­dra, le cose stanno andando bene per me. Ma so che non devo fermarmi, devo fare molto di più per dimostrare a tutti che posso giocare nella Roma».

La Francia ha conquistato la qualificazio­ne per il Mondiale.

«Un pensiero al Mondiale lo faccio. Devo lavorare di più e giocare con continuità per meritarmelo. Domenech mi ha chiamato una volta sola, per una preselezione della Nazio­nale maggiore, quando ero ancora al Mona­co. Lo scorso anno sono stato chiamato nel­l’Under 21».


Lo scorso anno giocava da esterno, que­st’anno ha cambiato: ha fatto anche il tre­quartista, la seconda punta.

«Il ruolo a me più congeniale è quello di se­conda punta, poi mi metto al servizio della squadra, dove vuole l’allenatore. Nel Monaco giocavo esterno a sinistra nel 4-4-2. Ero un po’ sacrificato».

La sua idea di giocare con il tridente ha aperto il dibattito. Ora che torna Totti è pos­sibile?

«Quello è il mio sogno. Possiamo giocare insieme, io, Vucinic e Totti. Ma c’è il tecnico che decide, questa è la sua squadra. Per gio­care in tre davanti dobbiamo tornare e sacri­ficarci, ma può essere la formula giusta».

Giusto, c’è da sacrificarsi, aiutare i centro­campisti.

«Lo faccio io, non è un problema. Per recu­perare posizioni in questo momento bisogna fare qualche sacrificio».

Nelle ultime partite si è già visto che il suo apporto in fase di copertura è aumentato.

«Anche io me ne accorgo, alla fine della partita sono più stanco. Lavorare di più fisi­camente mi aiuta. Sto bene in campo e deve essere sempre così».

La partita contro il Milan, un mese fa, po­teva essere la svolta per la Roma e invece lo è stata per i rossoneri. Se Rosetti avesse fi­schiato quel rigore su di lei...

«Purtroppo ancora una volta gli arbitri con noi hanno sbagliato. Una vittoria a San Siro poteva cambiare la stagione. Ma non è finita, possiamo riprenderci per strada quello che abbiamo perso».

Tra meno di venti giorni c’è il derby, una partita particolare. Quest’anno, con la vetta della classifica lontana, forse ancora di più.

«Mi sono reso conto sin dalla passata sta­gione quello che significa la stracittadina qui a Roma. Lo scorso anno ho sbagliato un gol facile. Questa volta dobbiamo vincere con un mio gol, per la città e per i tifosi. Il derby è importante per la gente, ma noi dobbiamo pensare prima alle altre partite e dopo alla Lazio. Sappiamo quanto vale, quest’anno cer­cheremo di vincere tutti e due i derby».

In cosa deve migliorare? Qualche volta non tenta un dribbling di troppo?

«A me piace avere la palla tra i piedi e spin­germi in attacco. Posso migliorare in tutto, di testa ho fatto zero gol, devo cominciare da lì. A me piace fare assist, non sono fissato con il gol. Devo migliorare sia quando faccio il pas-saggio che quando tiro in porta».


La sua famiglia la segue?
«I miei genitori mi sono sempre vicini, an­che se vivono a Parigi. Mia madre è segreta­ria in una scuola, mio padre lavora alla Fran­ce Telecom. Viene spesso da me a Roma mio fratello».

Cosa le manca di Parigi?
«I miei amici, la mia famiglia, la città. Ma qui sto bene, ho tutto. Mi piace girare per Ro­ma e la cucina italiana. Ma ho gusti semplici, il mio piatto preferito è la pasta al pomodoro. Sono un tipo tranquillo, mi piace stare a ca­sa, esco per andare al ristorante. Abito nella zona sud di Roma, verso il mare, come molti miei compagni».

Chi sono i suoi migliori amici nella Roma?
«Questo spogliatoio è il migliore che io ab­bia conosciuto da quando gioco al calcio. Ci sono tanti giovani, il gruppo è molto affiata­to. Phili (Mexes, n.d.r.) mi ha aiutato molto all’inizio, ora c’è anche Faty, un altro france­se. Poi Checco (Totti, n.d.r.), De Rossi e Cas­setti, con loro gioco sempre a poker. Ma sto bene con tutti. Questo gruppo così unito può essere la nostra arma in più».

La Champions League è lontana, ma voi ci credete ancora?

«Le distanze sono relative, ci sono tante squadre nel giro di quattro punti. Se vincia­mo domenica contro il Bari possiamo punta­re in alto».

Con il ritorno di Totti per la Roma la rin­corsa è meno difficile?

«Per noi è un grande vantaggio riaverlo. Con lui la squadra ha più fiducia nei suoi mezzi. Domenica torna, fa gol, vinciamo e co­sì stiamo tutti più tranquilli».

In Italia si discute molto sulla mancata convocazione in Nazionale di Cassano.

«A me piace tanto, ma non sono l’allenato­re. E’ un giocatore che ha caratteristiche si­mili alle mie».

Per riportare la gente allo stadio ci voglio­no giocatori con queste qualità. Che diano spettacolo e facciano divertire.

«Credo di sì. In Italia ce ne sono diversi. Jovetic, che è più un trequartista, Pato, San­chez, Lavezzi. Anche Vucinic ha grandi nu­meri. Lo spettacolo conta, ma è più impor­tante aiutare la squadra che far divertire la gente. Se non vinci la grande giocata non ser­ve a niente».

La squadra che l’ha impressionata di più in Italia?

«L’Inter. E noi ce la siamo giocata. Vorrei riaffrontare i nerazzurri tra due mesi. Se noi stiamo bene possiamo vincere contro qual­siasi avversario. Siamo una squadra con grandi potenzialità, ma dobbiamo lavorare molto e stare bene in campo».

Con il suo modo di giocare subisce molti falli. Ha mai incontrato un avversario scor­retto?

«No, mai. I falli fanno parte del gioco, l’ar­bitro deve fare il suo dovere».

Lei sa che le potenzialità della Roma del prossimo anno dipendono anche da voi, che centrare la Champions League signfica evi­tare il ridimensionamento?

«Lo sappiamo e ne parliamo anche nello spogliatoio. Facciamo il massimo per vince­re, per salire il più possibile in classifica».

Quali sono state secondo lei le sue miglio­ri partite con la maglia della Roma?

«Quella contro il Chievo, lo scorso anno e quella con il Genoa quest’anno. A Milano po­teva andare meglio, ho segnato, ho disputato un buon primo tempo, ma poi ho sbagliato perchè mi sentivo un po’ stanco».

Con Totti ormai si trova a memoria sul campo.

«Ci capiamo facilmente. Francesco è fortis­simo, lui capisce tutto e prima degli altri. E’ facile giocare al suo fianco».
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BOC User
18/11/2009 15:02:55
daje tutti insieme!!!!
butta in aria la mano,
saluta sergio ercolano,
che si è spezzato il bacino,
scavalcando ad avelinno...
119392
BOC User
12/11/2009 09:49:24
daje che magari ce lasciano burdisso in prestito un altro anno
Inter, subito Otamendi. È il nuovo Samuel
Il difensore costa 12 milioni e piace anche al Real e all’Atletico. Ma gli argentini nerazzurri sono al lavoro...
118652
BOC User
30/10/2009 10:50:16
daje G. (omertà)
118093
BOC User
22/10/2009 11:16:06
x lloyd:barba lunga e turbante..e daje!!!!
ecco come andremo in trasferta....

117950
BOC User
20/10/2009 09:48:26
DAJE JEREMY!
Avreste dovuto veder­lo, con un lecca lecca in bocca e sprofondato nella poltrona dell’aereo, prima del decollo: un bambino che non vede l’ora di tornare a casa. E puro, più che ingenuo, come tutti i bam­bini. Come si fa a chiedergli di essere più smaliziato? Dopo Pradè, ieri anche Bruno Conti ha commentato con qualche imbarazzo la sua dimostrazio­ne d’onestà: «Deve capire che se non si butta per terra a San Siro il rigore non glielo dan­no». Insomma, la colpa è an­che sua, se Rosetti non ha fi­schiato? Molto italiano. E lui, il francese Jeremy Menez, non capisce: «Era rigore netto, ma non ho voluto fare scena, non ho protestato in campo, non è nel mio stile. Ma questa, fran­camente, non può essere una colpa». Onesto, anche nello scagionare Pirlo. «Mi ha dato una gomitata, è vero, ma non lo ha fatto apposta: non è un episodio da prova tv».

Uomini Chiaro, pure lui è uno da pane al pane e vino al vino. «Con Ranieri nei giorni scorsi abbiamo parlato da uomini— racconta —: mi ha chiesto di mettere il mio calcio al ser­vizio della squadra, cerche­rò di accontentarlo». Ed estremamente realista, anche dopo la chance concessagli dall’allena­tore, «forse la mia mi­gliore partita con la Roma». «Contro il Mi­lan ho giocato dal­l’inizio perché non c’era nessuno — il commento spiazzan­te —. Ranieri mi ha fatto i complimenti, ma io lo dico chiaro: vorrei giocare di più». E, in effetti, finora è stato im­piegato con moderazione. Ma Ranieri deve provare affetto per questo ragazzo, se è vero che i padri diventano severi per il bene dei figli. E Ranieri lo è stato, quando gli ha dato dell’immaturo (calcisticamen­te). «Ma il rapporto con l’alle­natore è buono e io non ho voglia di fughe. Certo, giocare in Italia è difficile, e per Gour­cuff (a cui Menez è stato para­gonato, ndr ) al Milan deve es­sere stata più dura».

Continua così Veloce come una gazzella, ogni tanto dovrebbe anche saper ruggire come un leone, questo sì gli si può chie­dere, ma è questione di perso­nalità, e di spalle ancora stret­te. Però Milano, con tutto che è andata come è andata («So­no molto deluso, poteva­mo vincere 3-0, siamo stati condannati dagli errori arbitrali»), «può essere la partita della svolta — promette Me­nez —. È stata un’occa­sione per mettermi in mostra, convincere Ra­nieri a usarmi di più». Anche la prossima volta, non ti buttare, please.
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BOC User
14/10/2009 15:28:04
daje regà è fatta!!!
LEGA PRO Versione inglese

UFFICIALE: Pro Patria, Cosco nuovo tecnico
14.10.2009 09.17 di Andrea Losapio articolo letto 826 volte
La Pro Patria, dopo l'addio di Manari, ha deciso chi sarà il nuovo tecnico: si tratta di Vincenzo Cosco, ex tecnico del Gela.
117446
BOC User
08/10/2009 17:58:17
daje regà tutti insiemeeee!!!!
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BOC User
08/10/2009 10:16:13
ARIDAJE!
ANGELINI PRONTO A FARE L´OFFERTA

E’ rimasto in silenzio per giorni, rispettando le consegne: gli era stato chiesto di lavorare sottotraccia, di evitare la luce dei riflettori. Anche dopo l’incontro con il sindaco Alemanno (giudicato da entrambi positivamente), nessuna dichiarazione ufficiale. Francesco Angelini ha aspettato che i suoi advisor completassero lo studio sulla Roma e ora è pronto a portare all’attenzione di Unicredit il dossier con la sua proposta d’acquisto del club giallorosso, o almeno di una quota rilevante del pacchetto azionario. Questo sarà un nodo da sciogliere: Angelini corre da solo o avrà un partner? Intanto, si sa che l’imprenditore farmaceutico è intenzionato a fare passi importanti con la banca a breve.

Movimenti La vicenda-stadio ha attirato sul club giallorosso anche nuovi interessi stranieri. C’è un fondo americano, con la prevalenza di soldi arabi, che nei giorni scorsi ha commissionato alla Open Gate Italia di Tullio Camiglieri gli studi di fattibilità per un nuovo stadio a Roma, proprio mentre la Sensi preparava il lancio del ‘suo’ impianto. Questo fondo, però, potrebbe anche andare oltre lo stadio, tanto è interessato a investire sul marchio Roma. Unicredit, ovviamente, guarda tutti questi movimenti con grande interesse. Creditrice di Italpetroli per circa 400 milioni, la banca ci tiene a mantenere alta la competitività della squadra e il valore del club, mentre per gli altri 19 asset dei Sensi l’iter giudiziario procede regolarmente. Pure le istituzioni restano alla finestra, ma attente: Alemanno ha già dimostrato che il futuro della Roma passa anche sul suo tavolo.

NON SUCCEDE MAI UN CAZZO!
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BOC User
03/10/2009 14:00:53
eddaje
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BOC User
03/10/2009 11:11:55
DAJE COI PALAZZINARI! OLE!
SCARPELLINI: ´I SENSI PREPARANO UNA CORDATA, SONO PRONTO A DARE UNA MANO´

L'intervista rilasciata da Sergio Scarpellini, proprietario dei terreni dove sorgerà il "Franco Sensi", al quotidiano Il Romanista.

Scarpellini, conferma l'accordo con i Sensi?
"Certo".
Stando alle cifre di Legambiente, il terreno vale 25 euro a metro quadro, per un totale di 37.5 milioni. Giusto?
"Sì, penso di sì. Sono dati corretti. Ma non capisco il perché di tutte queste polemiche. Lo stadio sarebbe una buona cosa anche per i quartieri limitrofi, oltre che per i romanisti".
C'è chi teme un'enorme speculazione.
"Chi l'ha detto che si debba speculare sopra?".
Legambiente e un discreto numero di esponenti politici. Persino di centrodestra.
"Bisogna vedere il progetto. Perché non lo si va a vedere?".
Oltre allo stadio, case, un mega centro commerciale e un laghetto.
"Le dirò che lì ci farei pure un bell'albergo".
Prego?
"Si parla di riportare le Olimpiadi a Roma. Beh, non servirebbero delle infrastrutture adeguate?".
Lei vorrebbe partecipare alla costruzione dello stadio?
"Se me lo chiedono, perché no? Io sono pronto a dare una mano. Ho tanta esperienza".
C'è chi dice: Scarpellini ha quasi regalato ai Sensi il terreno perché tanto poi prenderà parte all'operazione.
"In questa città si chiacchiera e basta".
In un'altra intervista ha detto di "aver favorito i Sensi".
"Certo. Sono romanista. E nella vita non contano solo i soldi".
Che rapporto ha con i Sensi?
"Li ho conosciuti in questo frangente. Sapevano che possedevo questo terreno e mi hanno fatto contattare".
Portare la metro Battistini allo stadio costerebbe alla Roma qualcosa come 1053 milioni di euro.
"So che i Sensi stanno formando una cordata".
Lei ne farà parte?
"Dipende da chi c'è dentro. Le ripeto: sono disponibile a dare una mano".
Per Legambiente, non si potrà mai costruire l'impianto in tre anni.
"Non è vero. A patto che si parta subito con le autorizzazioni".
117089
BOC User
02/10/2009 17:12:15
DAJE NICOLAS
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BOC User
01/10/2009 11:45:34
daje francè,
batti i record dei gol inutili stasera, che domenica contro il napoli passeggerai in campo come passegerebbe mi nonna dopo un'operazione all'alluce valgo.
Tanto a questo siena basilea juve genova catania non gli hanno insegnato un cazzo, d'altronde non brilla per perspicacia.
116822
BOC User
29/09/2009 17:57:38
Daje
Spunta un´antica villa imperiale dal terreno del nuovo stadio della Roma

di Corrado Zunino

Nella zona della Monachina trovata anche una necropoli

Il progetto stadio della Roma calcio, che oggi sarà presentato a Trigoria, mostra problemi. Urbanistici, territoriali, di sviluppo e di volumi. La Regione Lazio li ha segnalati, il Comune di Gianni Alemanno, che dell´opera è primo sponsor, li ha recepiti preoccupato. La questione più urgente è quella archeologica. Sul terreno di confine del futuro stadio, l´area a sud, in queste settimane sono emersi due siti fin qui conosciuti solo sulle carte: una necropoli romana e una villa di età imperiale.

Ecco, lo stadio Sensi sorgerà in sponda destra dell´Aurelia (direzione Civitavecchia), 13° chilometro della consolare, XVIII Circoscrizione. Superato il raccordo anulare, si prende il secondo svincolo "Casal Lumbroso" e a destra dell´insediamento nomade - posizionato sul cavalcavia - s´apre la vasta area collinare di proprietà di Sergio Scarpellini, imprenditore immobiliare: 145 ettari da dedicare al "progetto Roma". Si prevede un insediamento con 800 mila metri cubi di commerciale: l´outlet più grande d´Europa, il terzo store dell´Ikea, ristoranti, bar, due cinema, forse un albergo.

Poi un asilo nido, l´immancabile piscina, campi sportivi esterni. Parcheggi e lago artificiale. Sui lucidi progettuali - e qui la presentazione dovrà fare chiarezza - vengono illustrati anche 650 mila metri cubi di edilizia residenziale. Non è chiaro se il "residenziale" si limiterà alle nuove edificazioni di Massimina, tre chilometri lontano, già previste dal piano regolatore, oppure se a questa "centralità" si sommeranno altri 3 mila appartamenti da edificare sopra il "terreno Scarpellini" oggi classificato come agricolo.

Lo stadio Sensi è un´operazione da un milione e mezzo di metri cubi, volumi che si avvicinano a quelli previsti da Claudio Lotito per il contorno dello Stadio delle Aquile sulla Tiberina. Il Wwf (dopo Legambiente e Italia Nostra) attacca: «Per gli stadi si consumerà territorio in nome di interessi esclusivamente privati».

La cartografia dell´area interessata dall´impianto della Roma indica su tutti i 145 ettari un "diffuso interesse archeologico": la Soprintendenza potrà allestire scavi e trincee dove riterrà. Non è un caso che sui terreni ai piedi dell´intero progetto siano emersi ritrovamenti di primaria importanza, come sottolinea la responsabile della Soprintendenza Anna Paola Anzidei. Una villa romana di età imperiale e una necropoli con centinaia di scheletri (già trasferiti). «Gli scavi non sono finiti», spiega la funzionaria, «ma trasformeremo una parte dell´area in museo e la villa resterà sotto tutela».

Chiusa la fase ritrovamenti, e dopo vent´anni di contestazioni, il Consorzio via Aurelia km 13 potrà portare a termine il suo cantiere residenziale (precedente al progetto stadio e su terreni al confine). Villa e necropoli, però, preoccupano la dirigenza della Roma per il cantierone da allestire sull´altipiano che da via della Monachina sale fino a Casalotti, area del futuro impianto. Domani riunione d´urgenza al ministero dei Beni culturali.
(29 settembre 2009)

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BOC User
22/09/2009 14:29:39
daje che rimanemo all'olimpico
La realizzazione di due nuovi stadi, uno per la Lazio e uno per la Roma «faceva parte del mio programma elettorale, non è qualcosa nato sotto la pressione di qualcuno o per la richiesta delle due squadre sportine. Pur non essendo uno straordinario tifoso ritengo che l'Olimpico non sia molto adatto a partite di calcio, è più adatto all'atletica». Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno in diretta radiofonica a 'Radio ti ricordi'. Alemanno ha assicurato che «sta all'amministrazione comunale e regionale vigilare affinchè dietro questi progetti non si nascondano processi speculativi o cementificazione: non ci venderemo l'anima al diavolo per avere uno stadio». Per Alemanno «la politica di patrimonializzare le squadre di calcio è una politica che riguarda tutta Italia, il Parlamento sta discutendo una legge sugli stadi quindi non nasce da noi la questione. Io credo in questo progetto - ha aggiunto - e credo si possa realizzare in projet financing, creando occupazione e lavoro senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. L'obiettivo è anche muovere l'economia della città». Per quanto riguarda «i due progetti presentati li stiamo valutando. Ce ne sono due, di uno conosco la valutazione che è positiva, sull'altro siamo più indietro, ci sono problemi di vincoli» E comunque «oltre alla struttura bisogna tenere conto della mobilità, perchè bisogna finanziare non con troppi soldi pubblici l'arrivo allo stadio».
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BOC User
17/09/2009 16:21:59
Daje!!!!!!!!!!!!!!!
"La tessera del tifoso, la cui introduzione è solo questione di tempo e di burocrazia, paradossalmente non mi tange più di tanto. Vero, è uno dei tanti metodi di schedatura e controllo delle masse. Come internet del resto, i bancomat, i telepass sulle autostrade e le sim che ognuno di noi ha nel suo o nei suoi telefoni cellulari. Siamo sempre controllati, tutti. Con un programma internet accessibile a chiunque riusciamo a vedere la terra dal satellite e poco dopo sbirciare incuriositi, e perchè no, anche divertiti il portone di casa nostra con un perfetto primo piano. O andare a cercare nel parcheggio la propria automobile, vedere la finestra del proprio ufficio o il muretto della propria comitiva. Non rendendoci conto che se noi, poveri comuni mortali, riusciamo a fare questo, chi sta in alto ora potrebbe tranquillamente dare un'occhiata a me che batto i polpastrelli sulla tastiera o a chi leggerà il mio pensiero sul tuo sito.
Il punto però è un altro, ed è in contrasto a mio modo di vedere con l'immagine di una tifoseria (curva è troppo ghettizzante e riduttivo come termine, perchè non comprende altre correnti di pensiero al di fuori di essa) che da sempre è stata autonoma nelle proprie decisioni. Anarchica e violenta come direbbe qualche muro, di certo libera e spontanea. Guai a giudicare il compito di chi porta avanti questa battaglia. Non l'ho mai fatto e mai lo farò. Ma non mi sento vicino alle altre tifoserie d'Italia. Che siano gli assassini e i dileggiatori del povero Antonio o chi dell'ultras ci ha fatto un mestiere per me non cambia molto. Una protesta unitaria non muterà il corso degli eventi. Che non è nella mera introduzione di questa tessera, ma nella progressiva ed inevitabile scomparsa di fenomeni aggregativi. E su questo noi non possiamo farci nulla. La tessera si farà, e l'ultr as non muore per questo. L'ultras muore perchè la società di oggi è stata costruita in maniera tale da non contemplare spiriti liberi. Muore perchè si è autodistrutto al suo interno. Le leggi repressive hanno un peso indubbiamente specifico, ma se l'ultras muore è perchè nel mondo in cui viviamo l'ultras stesso è estraneo. E' come riportare Conan il barbaro in vita e costringerlo a fare il maggiordomo.
Se proprio devo morire allora, muoio a modo mio. Lontano da proteste unitarie e manifestazioni nazionali. Mantenendo una visione forse arcaica che non mi permette di ritrovarmi, seppur idealmente, a fianco di altri ultras di altre squadre. Pensando ad un modo per rinascere e tirare avanti, ricordando i bei momenti e quelli brutti. Le facce, le voci... Aspettando nel silenzio e nell'anonimato...".
115839
BOC User
17/09/2009 14:53:55
daje regà tutti insiemeee!!!!!!
voi siete i biancoblù,
voi siete i biancoblù,

la lazio, le guardie,i naploetani,

voi siete i biancoblùù!!!!
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BOC User
13/09/2009 14:03:10
e daje cor catenaccio
SIENA-ROMA: JUAN E CASSETTI PREFERITI A BURDISSO E MOTTA FUORI VUCINIC, DENTRO BRIGHI


SIENA (4-3-1-2): Curci, Terzi, Ficagna, Brandao, Del Grosso; Vergassola, Codrea, Fini; Ghezzal; Calaiò, Maccarone.
A disposizione: Pegolo, Rosi, Rossi, Jarolim, Paolucci, Ekdal, Reginaldo.
Allenatore: Giampaolo

ROMA (4-4-1-1): J. Sergio, Cassetti, Mexes, Juan, Riise; Taddei, Brighi, De Rossi, Perrotta; Pizarro; Totti.
A disposizione: Artur, Burdisso, Motta, Brighi, Guberti, Menez, Baptista.
Allenatore: Ranieri


PORCO DIO PURE ER SIENA GIOCA CO 3 PUNTE!
FAMO CATENACCIO COR SIENAAAAAAAAAA!!!!
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BOC User
05/09/2009 10:45:44
DAJE
Alle ore 10.30 già Trecento Opliti a Trigoria schierati contro la babuina...

MALEDETTA SERSE SENSI TI ANNIENTEREMO!
114874
BOC User
05/09/2009 00:15:47
DAJE REGA'
DOMANI FORTI E COMPATTI ROMPEMOJE ER CULO A STE MERDE! DAJE!