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Lo sfogo di Leopoldo Mastelloni: “Sono disperato, penso al suicidio” Scritto da Andrea Barsanti | Oh my Gossip – lun 11 mag 2015 18:14 CEST Condividi10 Leopoldo Mastelloni Leopoldo Mastelloni Dopo Orietta Berti, un altro big dello mondo dello spettacolo italiano lancia un appello, questa volta ancora più disperato: intervistato dal Corriere della Sera, Leopoldo Mastelloni ha rivelato di essere in tali condizioni di indigenza da avere addirittura pensato al suicidio.
“Dopo 50 anni di lavoro e di contributi prendo 625 euro di pensione al mese. Se non avessi degli amici che mi aiutano, prenderei 40 pillole di sonnifero e me andrei via: ci penso sempre più spesso a farla finita”, ha detto l’attore e regista napoletano, che a luglio compirà 70 anni, oltre la metà dei quali trascorsa sotto i riflettori. Una situazione ormai insostenibile, cui riesce a far fronte solo grazie all’aiuto di “alcuni amici che mi aiutano a pagare l’affitto”. Tra loro c’è Barbara Mastroianni, figlia di Marcello, una delle persone che sono scese in campo per dargli una mano “Non ho vergogna di dire come stanno le cose”, ha chiarito Mastelloni, rivelando che “io ormai mangio solo quello che i supermercati mettono in offerta, se non avessi Barbara non so come farei”.
A spingerlo a uscire allo scoperto è stata Orietta Berti, che dalle pagine del settimanale Stop si era scagliata contro la classe politica lasciandosi andare a uno sfogo sulle pensioni, spiegando di avere diritto a “poco meno di 900 euro al mese" dopo tanti anni di carriera e contribuiti versati: “Parte di questo coraggio me lo ha dato Orietta Berti, confessando che anche lei prende 800 euro al mese e che se il marito non le avesse fatto una pensione integrativa sarebbe costretta a chiedere l'elemosina, che è quello che sto facendo io”. Sempre più amareggiato, Mastelloni ha anche spiegato i motivi alla base dell’esigua somma ricevuta ogni mese: “Purtroppo io ho saputo solo quando sono andato in pensione che questa sarebbe stata calcolata sugli ultimi tre anni di contributi, che nel caso mio e di chi fa il mio mestiere sono chiaramente scarsi, perché gli impegni e le chiamate con l'età si diradano. Eppure io ho fatto i miei primi versamenti nel 1965 e dal 1968 per un lunghissimo periodo lavorando in Rai ho versato tramite loro moltissimi contributi. Ed è mai possibile che mi debba trovare in condizioni di indigenza?”
“Che me ne faccio allora di essere considerato un maestro del teatro? Vorrei meno onorificenze e più soldi, francamente”, ha concluso indignato, prima di unirsi alla protesta della Berti riferendosi alle “pensioni da sogno” ottenute da “gente con pochi anni di mandato parlamentare” e lasciarsi andare a un’amara provocazione: “Forse avrei dovuto nascondere i soldi sotto il materasso ed evadere il fisco, o forse - ha proseguito sempre più infervorato - dovrei mettermi su un barcone a largo di Lampedusa per avere una maggiore assistenza dallo Stato. È una cosa indegna quello che succede in Italia. E ormai io spero che mi prenda un colpo il prima possibile perché non so cosa posso fare in questa situazione. E devo pure sperare che qualcuno mi faccia un funerale, perché lo Stato paga la bara ai clandestini ma a noi no”.
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