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05/09/2005 09:55:36 |
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ONORE
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02/09/2005 14:11:28 |
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ONORE!
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Cufrè: pronto ad una nuova sfida
"Sono pronto a giocare un'altra grande stagione. Lo scorso anno ho disputato 50 partite da terzino sinistro. E sono stato all'altezza. Tuttavia nessuno mi ha regalato niente. Sono diventato titolare grazie al lavoro". E' un Leandro Cufrè grintoso (come al solito), quello che ha parlato pochi minuti fa in conferenza stampa. Il terzino argentino è tornato sul nuovo spirito della squadra giallorossa: "L'anno scorso se qualcuno arrivava 2 minuti in ritardo magari nessuno gli diceva nulla e pensava di poterlo fare. Però invece a qualche compagno dava fastidio. Quest'anno ne abbiamo parlato e abbiamo chiarito cosa dava fastidio ad ognuno. C'è un regolamento nello sport ma c'è un regolamento nella vita e quest'anno ce lo siamo dato. Abbiamo messo noi delle regole interne, noi, il tecnico, la società, tutti insieme. Un po' tutti. Oggi abbiamo tante persone intorno a noi che ci aiutano. Oggi la società c'è e ci dà tranquillità. C'è Bruno (Conti, ndr), Eusebio (Di Francesco, ndr) che vogliono bene alla Roma e ci aiutano anche se abbiamo problemi familiari. Prima non sapevamo con chi parlare, non c'era un referente. Adesso, invece, ci sentiamo protetti, sentiamo vicina la società. Il presente è questo e tutti siamo contenti di questa tranquillità. Ci stiamo allenando molto bene e si guarda avanti al futuro. C'è un regolamento che tutti hanno firmato". Anche Cassano? "Tutti. Lui è uno della Roma. L'anno scorso nei momenti difficili è stato lui a risolverci i problemi. Mi ricordo con l'Atalanta giocò una gran partita e ci salvammo. Io credo che lui stia pensando sempre alla Roma". Cufrè ha conosciuto Maradona. Trova similitudini con Cassano? "In campo si assomigliano tantissimo, poi però fuori ognuno fa quello che vuole. Ma per il resto Antonio si sta allenando bene e sta facendo tutto per la Roma". Siete disposti a "perdonarlo" e dargli una mano? "Tutti siamo predisposti a dare una mano a tutti. Non solo a Cassano. Qui tutti aiutano tutti dal primo giocatore fino al terzo portiere. Pensiamo cosi' sempre".
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01/09/2005 14:50:56 |
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ONORE A TRAJANOS
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Elefantopulos: <<Traianos mi ha detto anche del pubblico eccezionale della capitale - ammette il greco -. Mi ha assicurato che trovero' una grande piazza che diventera' una sorta di seconda casa. Roma, del resto, come Atene e' stata la culla di una grande civilta'>>.
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01/09/2005 13:55:43 |
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ONORE!
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01/09/2005 13:26:40 |
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ONORE
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31/08/2005 10:44:10 |
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ONORE A LUCIANO SPALLETTI!!!!
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Spalletti: la juve deve smetterla...
Furbonda la reazione di Luciano Spalletti alla notizia di un incontro tra Mancini e i dirigenti della Juve ieri a Milano. "Mancini non si muove da Roma, altrimenti rovescio Trigoria. E' una questione di principio: la Juve non può permettersi di trattare gli altri come degli zerbini. Mancini non si muove neppure se ci offrono in cambio Ibrahimovic e Vieira".
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30/08/2005 09:55:51 |
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ONORE
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30/08/2005 08:05:26 |
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30/08/2005 08:00:42 |
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ONORE!
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V.A.P.U. Fondamentalismo Ultras 29/08/2005 - di franco franchini V.A.P.U. FONDAMENTALISMO ULTRAS
Formato da militanti della Nord pescarese, V.A.P.U. è anti-Stato, non è un gruppo né una linea di pensiero, ma una visione del mondo basata sul principio del “fondamentalismo ultras”: ULTRAS NELLA VITA oltre la repressione della attuale dittatura di polizia…… Nasciamo dalla consapevolezza del definitivo tramonto dello stile ultras e della MENTALITA’ RIBELLE! Il problema non è il calcio moderno, ma una schiera di finti ultras che hanno arretrato fino alla totale sconfitta e alla vergogna di fronte alla repressione di stato e al pubblico ufficiale. Ci troviamo di fronte curve totalmente imborghesite: la vittoria della repressione e del pubblico ufficiale sulla mentalità ribelle. Le rare eccezioni (è il caso di dire) confermano la regola. Per questo va riaffermata la scuola di formazione dell’essere ultras come forza di irriducibile ribellione di chi sconfitto in partenza dice comunque NO alla violenza legalizzata del torturatore di turno e del pubblico ufficiale. Per questo, oggi più che mai, in questo STATO DI POLIZIA, il vero fondamentalismo ultras impone la scelta definitiva dell’azione diretta fuori da uno stadio che simboleggia la prigione infinita in cui viviamo. Noi ci rifiutiamo di concepire l’ultras come il tifoso della domenica. Noi siamo la negazione di ogni gruppo ultras, di ogni tessera, di ogni materiale, di ogni distintivo. V.A.P.U. non ha fondatori, né aderenti perché agisce nell’anonimato e nella clandestinità: chi dice di essere V.A.P.U. non può essere V.A.P.U. poiché il nostro principio è illuminato da una luce che va oltre vittoria e sconfitta e che pone al primo piano il rifiuto di ogni moda ed esibizionismo. Noi schifiamo gli ultrà di stato progettati in “Progetto Ultra’” come quelli progettati in “Movimento Ultras” o “Resistenza Ultras”. Preferiamo amare la nostra solitudine e la nostra fiera clandestinità: preferiamo che anche solo un istante della nostra vita possa essere ricordato con un volto coperto, con botte prese e date, con notti passate in questura piuttosto che per un volto ultrà da attore illuminato dalle falsi luci di un cameramen della televisione di stato….che dire di “capi ultras” (da Bergamo a Milano, da Roma a Napoli) con “parentele” tra pubblici ufficiali o di avvocati di stato che dicono di “proteggere” il movimento ultras? Ci teniamo a precisare che V.A.P.U. non è affatto l’esaltazione della violenza gratuita, non è la coltellata al tifoso avversario solo perché ha la sciarpa di un colore diverso, non è lo scontro per il gusto estetico dello scontro ma è la difesa intransigente di un ideale…. Non diremo mai il significato della sigla V.A.P.U. perché oggi ultras è reato. Ribadiamo però l’immortale mentalità italico-ardita dei nostri padri che andavano a morte sicura col sorriso sulle labbra: “Meglio un giorno da leoni che cento da pecora”. Abbiamo solo uno stendardo nero da difendere! Salutiamo tutti i nostri fratelli, tutti i detenuti per una giusta causa e la famiglia di Luciano Liboni, su cui è stata eseguita una esecuzione a freddo da un pubblico ufficiale. Morte alle spie, agli infami e al P.U. Oggi come ieri: molti nemici molto onore.
“Una fredda mattina invernale i lacrimogeni penetravano il respiro liberavano i sogni racchiusi in un volto coperto davano la sensazione di lealtà e onore sembravano fantasmi usciti da una galera”
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29/08/2005 13:36:12 |
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Onore a Luciano Spalletti!
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Spalletti non è affatto tenero con Totò: «Io a lui dico le cose vere. Non tornerà a essere quello di prima se non si metterà a lavorare per dare completezza al comportamento della squadra. Secondo me, fargli troppi complimenti è esercizio che lascia il tempo che trova. Non conta il nome, ma i comportamenti. Si può perdere anche con Cassano in campo, come è accaduto tante volte nella passata stagione, o vincere senza di lui come è successo qui a Reggio. Ho scelto una squadra per giocare su questo campo e contro questo avversario. Avevo già messo una punta, poi l’ho fatto scaldare, ma la squadra è stata brava a non necessitare di lui. E’ rimasto fuori anche Bovo, che nelle ultime due partite aveva giocato da titolare e aveva fatto anche bene. Pure lui si sarà sentito penalizzato. Mi dispiace che si dia risalto a questa situazione piuttosto che fare i complimenti a Mancini e De Rossi». E chiude, sempre duro: «Sono gli atteggiamenti che contano. Io vedo e valuto tutto. Fino a Reggio, Cassano è stato l’attaccante più utilizzato. Insomma gli ho dato la possibilità di evidenziare le sue qualità».
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25/08/2005 13:16:34 |
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ONORE!
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Fiumicino: Catturato nonno della droga, 5 kg di cocaina nella panciera
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24/08/2005 15:24:25 |
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ONORE!
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24/08/2005 08:18:10 |
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ONORE!
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E' morto stanotte nella sua casa di Milano l'esploratore e scrittore Ambrogio Fogar, paralizzato da 13 anni dopo un incidente durante una spedizione in auto in Asia. Lo hanno riferito i carabinieri, chiamati dagli operatori sanitari del 118 a constatare il decesso nell'appartamento di via Crescenzago dove Fogar, 64enne, risiedeva da anni. Nato nel 1941 nel capoluogo lombardo, Fogar era divenuto famoso all'inizio degli anni 70 per le sue spedizioni, come il giro del mondo in barca a vela in solitario da est verso ovest, contro il senso dei venti e delle correnti.
Nel 1978 restò alla deriva per oltre due mesi su una zattera, dopo che al largo delle Falkland un'orca aveva affondato la barca con cui cercava di raggiungere l'Antartide insieme a un amico, morto nella spedizione. Altra impresa famosa, il viaggio in slitta verso il Polo Nord, in compagnia del cane Armaduk.
Fogar è stato anche un personaggio tv - per sette anni ha presentato la trasmissione "Jonathan Dimensione Avventura" - e ha scritto numerosi libri. L'ultimo, Controvento", è uscito nel giugno scorso. Di Fogar i giornali avevano parlato in quell'occasione, perché l'esploratore - che dall'incidente del 1992 viveva con una vertebra cervicale spezzata e il midollo spinale tranciato - aveva annunciato l'intenzione di recarsi in Cina per sottoporsi a una cura sperimentale con cellule staminali.
"Non mollo. Spero un giorno di tornare a camminare con le mie gambe, non accetto che si arrenda chi ha la vita in pausa e non voglio credere di morire così, immobile", aveva detto in un'intervista al Corriere della Sera due mesi fa.
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