Anno di fondazione dell'ASR
131437
BOC User
09/07/2010 00:38:23
daje ktulu,ti vogliamo cosi!!!!
131359
BOC User
07/07/2010 17:28:04
daje
Giampaolo Angelucci è il favorito per la presidenza della Roma. Nel panorama romano è il magnate sognato dai tifosi giallorossi. Il re delle cliniche e dell’editoria Angelucci investirà 120 milioni di euro per acquistare il pacchetto di maggioranza della Roma e ha pronti altri 80 milioni di euro da investire subito sul mercato. Considerando il valore tecnico della squadra giallorossa, disputerà la prossima Champions League, nessun acquisto sarà impossibile.
Nel mirino ci sono Fernando Torres e Dirk Kuyt del Liverpool, la società inglese versa in difficili situazioni economiche, e Ashley Cole del Chelsea, in rotta con la società di Carlo Ancelotti. I tifosi giallorossi hanno delle perplessità su alcuni problemi giudiziari da parte del possibile nuovo presidente ma quello che vogliono ancora di più è una grande Roma.
131246
BOC User
05/07/2010 13:19:41
DAJE PEPPE
http://www.youtube.com/watch?v=l0sST8jdVss&feature=related
131046
BOC User
29/06/2010 07:24:25
eddaje
Terni: e' morto Pietro Taricone
29 Giugno 2010 06:04 POLITICA

TERNI - Pietro Taricone e' morto nella notte all'ospedale di Terni. Lo si e' appreso da fonti sanitarie. Era rimasto gravemente ferito in seguito a un lancio con il paracadute. Con lui fino alla fine la compagna che si era lanciata con il paracadute poco dopo di lui dallo stesso aereo. (
130936
BOC User
25/06/2010 12:04:36
daje
Le ultime dal Brasile, che certo non aiutano a trovare serenità: Adriano era atteso ieri al campo del Flamengo per continuare gli allenamenti ma non si è presentato

130841
BOC User
23/06/2010 14:11:01
Daje
Ah rega' mettete RMO subito,diretta sulla cacciata di Rosella!
130734
BOC User
21/06/2010 15:08:28
daje co sta raccolta!
PARTE OGGI POMERIGGIO LA RACCOLTA DEGLI ABBONAMENTI PROMOSSA DAI GRUPPI DELLA SUD

pubblicata lunedì 21 giugno 2010








I gruppi della curva Sud, come è noto, non rinnoveranno l’abbonamento e continueranno la loro protesta nei confronti della “tessera del tifoso”. Ma non abbandoneranno lo stadio e la loro passione. A partire da questo pomeriggio fino al 12 luglio, dalle 16.00 alle 19.00 presso il punto di raccolta OUTLET SPORT sito in Via Appia Nuova 130 si terrà una Raccolta di Abbonamenti: nella prossima stagione ogni tifoso sarà libero di acquistare un singolo biglietto e sostenere la squadra ogni volta che ce ne sarà la possibilità.

130635
BOC User
17/06/2010 22:30:23
daje!!!
130406
BOC User
13/06/2010 12:51:36
daje sukumar siamo con te!!!
Incidenti e feriti a Dhaka causati da gruppi di tifosi infuriati per non aver potuto vedere in tv Argentina-Nigeria a causa di un blackout. Almeno trenta persone sono rimaste contuse quando i tifosi hanno attaccato alcuni impianti per la distribuzione elettrica. Venti automobili sono state danneggiate. Il calcio e' molto popolare in Bangladesh dove in occasione della Coppa del mondo vengono esposte le bandiere delle nazioni piu' importanti.
130405
BOC User
13/06/2010 12:38:17
DAJE SCIMMIA SO TUTTI PER TE!!!!
Roma, una pioggia di soldi

Domenica 13 Giugno 2010 12:26

(Corriere dello Sport - R. Maida) - Sono soldi, tanti e garan­titi per un lungo periodo: sette an­ni. Tanto dura il contratto che la Roma ha firmato con il suo spon­sor tecnico, la Kappa. Le maglie e le divise della squadra avranno il logo del­l’azienda par­tner fino al 2017 in cam­bio di una ci­fra molto im­portante: 47,7 milioni di eu­ro complessi­vi, esclusa l’Iva ed esclusi i bonus che deri­veranno dalla commercializzazio­ne dei prodotti della Roma. L’in­casso annuo medio fa 6,8 milioni, quasi 2 in più rispetto agli accor­di previsti nel precedente con­tratto triennale. Anche se l’accor­do - precisa il comunicato stampa ufficiale - prevede pagamenti a salire: 5,1 milioni nella prossima stagione; 6,1 nel 2011/12, 6,6 nel 2012/ 13, 7,1 nelle stagioni 2013/14 e 2014/15, 7,6 nel 2015/16 e 8,1 nel 2016/17. Alla fine, dun­que, il matrimonio tra Roma e Kappa durerà 10 anni. Almeno.

MAGLIE PIENE -L’annuncio arrivaun paio di giorni dopo l’accordo con il main sponsor, la Wind, che porterà nel forziere di Trigoria 5,5 milioni netti all’anno fino al 2013, con un premio di 1 milione per ogni stagione in cui la squa­dra parteciperà alla Champions League. Sono due certezze com­mercialiin più per Rosella Sensi. Che ovviamente non con­tava su questo dena­ro per fare mercato. Ma che aveva biso­gno di questo dena­ro come requisito minimo per qualsia­si progetto operati­vo.

CESSIONI -I soldi che servono per comprare non sono nemmeno quelli della Champions, quantifi­cabili in 20- 25 milioni conside­rando che la Roma parteciperà alla spartizione della torta del­l’Uefa tra le 32 squadre della fase a gironi. La società, alle prese con problemi finanziari più grandi di lei (a proposito: sono attese novi­tà nei prossimi giorni sulla vicen­da dell’arbitrato Unicredit-Italpe­troli), deve prima vendere e poi acquistare. O al limite, acquistare avendo la ragionevole speranza di vendere. In questo senso, oltre aGuberti e Brighi di cui si parla in altri servizi, i giocatori che pos­sono portare cash funzionale sono Doni, Julio Baptista e Motta. I brasiliani hanno il vantaggio del curriculum, arricchito dal viaggio mondiale, ma hanno uno stipen­dio esagerato, tra i 2 e i 3 milioni di euro a sta­gione. Ecco perché non èsemplice piazzarli.

Motta invece è in compro­prietàcon l’Udinese ed è stato già pre­notato dalla Juventus. La Roma ha esaminato una serie di ipotesi, tipo uno scambio con Isla, ma fi­nora non ha trovato l’accordo sul­le valutazioni. A questo punto preferirebbe avere soldi e solo soldi, da 3 milioni in su. Se ne di­scuterà a partire dalla prossima settimana. Rimanendo alle com­proprietà, Curci è vicino alla Sampdoria, che sta superando la concorrenza di Udinese e Chievo. Ma da questa operazione la Roma non ricaverà contanti. La squadra interessata comprerà la metà del Siena e rinnoverà la comparteci­pazionecon la Roma.

Il denaro non sarà utilizzato per il mercato ma rappresenta una risorsa fondamentale per il club. Altri 20-25 milioni in arrivo con la ChampionsLe operazioni in entrata condizionate dalle cessioni Doni e Baptista “bloccati” dagli ingaggi, Motta partirà Curci vicino alla Sampdoria
130202
BOC User
08/06/2010 21:08:14
daje domani tutti ar flamignio pe'applaudi ar puù grande acquisto della storia della roma!!!!
129481
BOC User
24/05/2010 14:12:32
DAJE REGA
128951
BOC User
14/05/2010 10:11:30
DAJEEEEEE
LO SAI PERCHÉ TUTTA LA MIA VITA É GIALLOROSSA? C'Á UNA RAGIONE, HO LA ROMA IN FONDO AL CUORE AS ROMA IO NON VIVO SENZA TE
128759
BOC User
10/05/2010 23:06:31
daje regà 'mboccamo tutti....o quasi
Il tifo organizzato contro la Tessera del Tifoso. Mercoledì alle 20.30 presso il ristorante 'Core de Roma' di Via Vetulonia 27, i gruppi della Curva Sud daranno vita ad un incontro per far sentire la loro voce riguardo la Tessera del Tifoso, lo strumento di controllo varato dal Viminale che entrerà in vigore dalla prossima stagione. Nell'incontro, i gruppi del cuore del tifo romanista manifesteranno le ragioni della loro opposizione alla tessera.
128270
BOC User
03/05/2010 13:46:16
Daje
«Secessione da Roma» Frosinone e Latina giurano a Fossanova Referendum insieme con i «ribelli» di Rieti e Viterbo
Il caso - «La capitale ci schiaccia, nasca la Ventunesima regione»

ROMA—Il passo fino al santuario del Doctor Angelicus è lungo, forse troppo. «Ma noi lo faremo, sì, faremo il giuramento ». Certo suona bene, il Giuramento di Fossanova, però ha un retrogusto leghista, no? «Embè? Bossi sta combattendo per il suo territorio! Bravo! Noi per il nostro», dice intrepido Antonello Iannarilli, Pdl di tendenza forzista, presidente della Provincia di Frosinone: «Berlusconi non mi caccia, ma se mi caccia prenderò altre strade...». A parole sono decisi, decisissimi: basta con Roma padrona, se non ladrona. Il 17 maggio i consigli provinciali di Frosinone e Latina, in seduta comune, firmeranno un’intesa per far partire un referendum assieme agli altri «secessionisti» delle Province di Rieti e Viterbo. L’obiettivo sembra quasi una bestemmia: una Regione senza Roma, la Regione delle Province. «Si chiamerà la Ventunesima », anticipa Iannarilli, anche se detta così più che una regione sembra una legione, manco a dirlo, romana. Lo scenario del giuramento dovrebbe essere suggestivo, uno dei più carichi di senso e storia del basso Lazio. Fossanova. L’Abbazia. Dove morì Tommaso d’Aquino, mentre spiegava il Cantico dei cantici ai monaci cistercensi. Sarà duro e vagamente blasfemo star lì, sette secoli e spiccioli più tardi, a spiegare ai congiurati consiglieri provinciali come e quando bisognerà staccarsi dall’odiata capitale che «dati di Unioncamere alla mano, è cresciuta solo lei negli ultimi quarant’anni, a scapito di Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti », insomma, a sbrogliare una faccenda di conti e spartizioni a pochi metri dalla stanza dove spirò il Dottore Angelico.

Ma ecco un contrattempo che dà alla rivolta un vago profumo di pochade. All’Abbazia cadono dalle nuvole. Tra i chiostri dove per la prima volta si sposarono gotico e romanico, i secessionisti laziali sono dei perfetti sconosciuti. «Chi viene? Noi non ne sappiamo nulla! », ride soave fratel Marco, uno dei quattro francescani polacchi che hanno preso il posto dei monaci. Beh, magari il superiore sa... «Macché. Noi a pranzo ci diciamo tutto, nemmeno lui sa nulla. E poi qui è tutto vincolato dalla Soprintendenza». «I frati non ne sanno nulla? Beh, tocca a Cusani organizzare », replica Iannarilli senza un plissé. Logico. Fossanova è nel territorio di Latina e Armando Cusani è il presidente della Provincia di Latina. Ma nel pomeriggio prefestivo l’organizzatore è introvabile. Che i congiurati si riuniscano nell’Abbazia o nel parcheggio dei pullman turistici lì tra i boschi pontini, la questione politica, anticipata ieri dal Tempo, non cambia. E crea imbarazzi. In soldoni, l’idea dei nuovi poteri capitolini previsti dalla legge su Roma ha generato gelosie e malumori. Inoltre la giunta appena sfornata dalla Polverini ha scontentato tanti, troppi. Specie nelle province. «A Roma ha vinto la Bonino. Noi l’abbiamo fatta eleggere, Renata: con 160 mila voti. E a Frosinone manco un assessore?», sbottano i rivoltosi. Francesco Storace, uno che ha il dono di dire pane al pane, la spiega così: «Idea eccellente. Era di Andrea Mondello prima del mio governo regionale, io la rilanciai. Nella prima stesura la devolution prevedeva la Regione di Roma, e la Regione delle Province è la salvezza del resto del Lazio. Peccato però che, ci fosse stato un assessore ciociaro nella giunta Polverini, della salvezza del Lazio non ne avrebbero mai parlato!».

Cauto, molto cauto Maurizio Stirpe, presidente di Confindustria Lazio: «La prospettiva di una secessione affascina sempre la gente. E io capisco l’amarezza degli amministratori di Frosinone che chiedono più attenzione. Ma noi, come industriali, stiamo lavorando in senso opposto: vogliamo fondere le associazioni territoriali». Non dev’essere un pomeriggio facile nel palazzo della Regione sulla Colombo. La Polverini è immersa nelle trattative con l’Udc, ballano poltrone (in gergo politichese: si valorizzano le competenze...). Una sua portavoce avvisa durissima che la governatrice non parla da due giorni di questa storia delle Province («ma che fa, mica lo scrive?»). «Toni sbagliati», dirà molto più tardi lei, Renata, a margine di un evento sportivo: «Un posto in giunta per il Pdl di Frosinone? Lavoreremo...». Curiosamente, viene mandato avanti un consigliere uscente, Donato Robilotta: «La Polverini non c’entra con la protesta delle Province, è polemica vecchia ». Mica vero. I ribelli rincarano: «Noi, traditi dai partiti. Ma Renata non ci ha difeso». Il vaso di Pandora degli egoismi sembra aperto, spiega Giuseppe De Rita: «Ognuno va per proprio conto, pensi alle vicende dell’Olimpiade di Torino, dell’Expo’ di Milano e all’infelice idea della Formula Uno a Roma ». Alemanno è comunque l’unico politico di rango a tirar fuori subito la testa: «Roma non se ne va dal Lazio. La Regione è l’area vasta della Capitale». Ma ormai le lingue sono imbrogliate. «Area vasta? Area metropolitana? Il sindaco di Roma ci offende», tuona Iannarilli: «Basta elemosina’ da questi. Ma che, stamo a scherza’?». E già tremano le volte che diedero riparo all’Aquinate.
127459
BOC User
20/04/2010 10:16:30
daje vesuvio
"Speriamo che stavolta li fanno durare". A Casal di Principe, dove lo Stato è l'ospite sgradito e le amministrazioni porte girevoli, si riaprono le urne. Con un sollievo: "Ha fatto bene Berlusconi a dire che Saviano ci ha fatto solo del male". Un paese muto, in pieno giorno. Il centro desolatamente vuoto, già alle tredici, in un sabato qualunque. E le strade sporche, i marciapiedi bordati di rifiuti. A terra, giacciono migliaia di manifesti elettorali strappati dai muri e già ridotti in frantumi. Come se dietro la rappresentazione dell'agone politico, contassero solo gli accordi contratti. Non c'è attesa, né un grammo di fibrillazione pre-elettorale, a Casal di Principe, se non nelle case dei tre sfidanti alla carica di sindaco, Elio Natale, Pasquale Martinelli e Vincenzo Schiavone, il primo candidato ufficiale del Pdl, gli altri due ascrivibili alla stessa area. Quel Pdl che da Casale ha tributato percentuali plebiscitarie sia al governatore regionale Stefano Caldoro (70 per cento) sia al presidente della Provincia Domenico Zinzi (a quota 80).

È il paese dove la sinistra è liquefatta, il Pd non si presenta neanche più alle amministrative con il suo logo ma "travestito" da lista civica nella compagine che lancia Martinelli con l'Udeur, giusto per non procurare un dispiacere agli alleati; è il posto in cui il recordman di voti, Sebastiano Ferraro, 4mila consensi incassati il 29 marzo scorso alle provinciali di Caserta, è sempre lo stesso personaggio che passa dai partiti alle liste civiche ma risponde sempre ai medesimi sponsor, e dove la destra si diverte a giocare le sue guerricciole interne. Un centro urbano in cui il 70 per cento delle case, delle ville e degli stabilimenti costruiti dopo gli anni Ottanta sono completamente abusivi e tutti con allacci di energia elettrica e reti fognarie fuorilegge. Una comunità, fatta in gran parte di "imprenditori", per i quali il nemico ufficiale è uno scrittore e si chiama Roberto Saviano, e in cui la vigilia ha un colore fin troppo neutro, un andamento pigro, una placida stanchezza. In attesa che, martedì pomeriggio, il ministro Maroni arrivi per un vertice a Caserta. Il punto sulla lotta ai clan.

"Berlusconi? Eh, bene ha fatto a dire che "Gomorra" non serve a niente, a fare solo la pubblicità alle cose negative, ma perché c'era bisogno che lo diceva il Cavaliere? Noi da quanto tempo lo diciamo?", si interroga Daniele, del bar "Il Chicco d'oro". E un altro, con la trita litania: "Quello, lo scrittore, ha messo tutti i giornali di Caserta con la storia dei processi dentro al libro suo, e questa è tutta Gomorra". Solo uomini al banco. Solo uomini tra i clienti che ciondolano tra caffè e marciapiedi. Neanche un gruppo di donne, impiegate o casalinghe, a prendere un caffè. Come vent'anni fa. Anzi peggio.

Allora c'era un fronte di opposizione, una mobilitazione radicata, sociale e culturale. Ora, raccontano in tono disarmato due esponenti locali del Pd, Ottavio Corvino e l'avvocato Daniele Di Sarno, "la sinistra sta quasi scomparendo, noi per provare a controllare qualcosa dall'interno, a prendere due consiglieri, sosteniamo Martinelli". Spiega il candidato Di Sarno: "La nostra lista si chiama "Progetto democratico", ma non abbiamo potuto usare il logo Pd". Non abbiamo potuto usarlo: cosa significa? "Con noi c'è anche l'Udeur, che governa con la destra in Provincia e altrove, e non potevamo spaccare tutto, era un accordo". Nessuno scrupolo a tenere in quelle liste parenti di pregiudicati, a cominciare da quel Ferraro, cugino dell'omonimo condannato per associazione mafiosa? I due allargano le braccia. "Essere parenti è una cosa, rispondere delle proprie azioni è un'altra".

Il paese della politica rovesciata impone le sue regole. Altro bar, stesse certezze. "Vedrete, vincerà Martinelli, l'ortopedico. Solo che ci siamo scocciati di andare sempre a votare. Regionali, provinciali e ora il Comune". Il corpulento titolare del "Bar del buon caffè", sul corso Umberto, non alza neanche gli occhi dalla macchinetta del caffè. Fino a quando non gli si chiede un pronostico. "Sento parlare molto del candidato che stava con il Pdl e se n'è uscito. Dicono che ce la farà". Ma il favorito, quel Martinelli già assessore della giunta uscente, guidata da Cipriano Cristiano - mandata a casa per effetto della legge voluta da Guido Bertolaso sulle inefficienze nella rimozione dei rifiuti - dovrà giocare una partita tutta interna al suo campo per spuntarla su Natale. Poche le chance di Schiavone. In fondo, a Casale, le cose sembrano già scritte.
127208
BOC User
15/04/2010 21:45:48
DAJEROMADAJEEEEEEEEEEEEEE
127168
BOC User
15/04/2010 15:31:27
e daje
arbitra tagliavento!
126843
BOC User
10/04/2010 22:43:55
DAJE!!!!!
PORCO DIO DOVEMO ROMPE ER CULO ALL'ATALANTA E POI ALLE MERDE BURINE!!!!
PORCO DE DIO E PRANDELLI MERDA IN OGNI CASO!!!!!
126766
BOC User
09/04/2010 11:43:00
daje regà tutti al cesso pe' 5minuti....