|
Onore a Ometto!
E' morto "Ometto" uno dei personaggi tipici di Carrara: il ristoratore che a Bedizzano non voleva tedeschi nel suo locale. Lo ricordiamo con un articolo di Vittorio Prayer pubblicato anni fa sul Corriere della Sera...
Carrara, a 50 anni dalla Liberazione, un ex combattente della Brigata Garibaldi non riesce a perdonar: "Io, ancora in guerra con i tedeschi" "Sono peggio dei giapponesi nel Pacifico No ai germanici nonostante il marco" Lo scrittore Nori invoca: pieta' il 25 aprile Ristoratore partigiano respinge i turisti: non dimentico i massacri
CARRARA . Sulla Linea gotica c' e' un' osteria "verboten" ai tedeschi. Titolare e' Francesco Farsetti detto "Ometto", 73 anni, ex partigiano della "brigata Garibaldi". Il posto di ristoro si trova a Bedizzano di Carrara, in mezzo alle cave di marmo delle Alpi Apuane. In questo luogo i tedeschi . donne, vecchi o bambini . non sono graditi. Il vecchio partigiano non concede loro neanche un panino, un caffe' o un bicchier d' acqua. Se li riconosce, li ferma sulla porta d' ingresso e chiede loro se possiedono la tessera dell' Arci o dell' Anpi (quella dei partigiani d' Italia). Poi, con ferma cortesia, li allontana. Sull' ingresso del locale, l' insegna scolpita nel legno ironizza: "Da Ometto, tutto e' perfetto". Piu' in alto, sulla rossa facciata della trattoria, spicca la seconda: "Da Francesco Farsetti, circolo Arci e Anpi". All' interno del locale, frequentatissimo da cavatori, camionisti e turisti, l' arredo urbano e' di un bianco mirabolante. Lastre, panchine, tavoli e camminatoio sono tutti di marmo grezzo: spessore di un' epoca, di storia e di lavoro. Poi c' e' quella che "Ometto" considera sacra reliquia: un grande quadro a conservare 360 volti di partigiani caduti in combattimento mezzo secolo fa; piccole fotografie decorate da un cuore di stoffa ricamato da un anarchico, o da una rosa rossa. L' altro ieri al porto di Carrara e' arrivata una nave carica di 220 turisti tedeschi. Un affare per i ristoranti del luogo, vero signor Farsetti? "Ma da me non mangeranno niente . sostiene "Ometto" . perche' i "crucchi" fanno paura anche oggi e se posso li combatto". Nell' immediato dopoguerra, prosegue, "i partigiani delle Apuane, io in testa, fondammo questo ritrovo. E dal 1946 che allontano tutto cio' che sa di tedesco dal locale. Se qualcuno riesce a entrarvi perche' sono impegnato nella semina o a infiascare vino, mi rodo dentro e non ho pace fino a quando non va via. Ma accade di rado, perche' li riconosco al fiuto". Dopo cinquant' anni, signor Farsetti, non le sembra di essere come quei giapponesi che, non sapendo la guerra finita, difendono gli atolli? "Anche peggio, perche' ho visto coi miei occhi brandelli di carne umana di vecchi e bambini, assassinati dalle SS di Walter Reder, il "Monco maledetto", che ha fatto sfracelli di innocenti dalle nostre parti, solo per rappresaglia. La fame e' stata tanta come la paura. Pensate davvero che accetti di servire i tedeschi o di fargli scattare fotografie nei luoghi dove hanno ammazzato tanta brava gente?". "Sara' anche un po' esagerato, ma mio marito ha ragione . fa eco Siria Ussi, consorte di "Ometto" . siamo allergici ai tedeschi, ai loro costumi, alla loro lingua sferzante, al loro danaro che sale troppo a mortificare la nostra liretta. Eppoi nostri colleghi ci riferiscono che sono anche tirchi e mangiano male pur di non spendere. Che vadano altrove: "raus", come loro ordinavano a me quand' ero bambina". "Trent' anni fa sui monti di Carrara incendiarono il primo campeggio tedesco . rievoca lo scrittore Enrico Nori .. Ancora oggi c' e' un "Ometto" che conserva rancori indelebili. Sarebbe bello che il 25 aprile ognuno ricordasse in silenzio i propri morti, di qualsiasi nazionalita' . Con un pensiero pietoso a quei poveri ragazzi tedeschi, mandati al massacro dalla follia dei loro capi". "Dio perdona ma io no . replica l' ex partigiano Farsetti . i miei compagni si rivolterebbero nelle fosse comuni dove li avevano gettati. Perche' la notte sento ancora il rumore pauroso degli scarponi chiodati. E non sara' mai che un tedesco lo confonda con gli aromi della mia cucina casalinga: verboten, malgrado il marco forte".
|