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La convivenza scoppia la coppia Altro che periodo di riflessione in vista del matrimonio, sono pochi i single che dopo avere diviso la casa con il partner poi se lo portano all'altare, soprattutto se il sogno di lui è una crociera con Antonio Banderas. Pensate che convivere faccia bene alla coppia? Dipende se avete intenzione o no di concludere la convivenza sull'altare. Secondo uno studio sociologico della 1883 University, il 40% delle coppie che coabitavano prese in esame nella ricerca erano convolate a giuste nozze dopo 4-7 anni, mentre il 42% ha messo fine alla relazione causa pulsioni omosessuali del partner maschile. Penserete "meglio saperlo prima piuttosto di presentarsi davanti al giudice per separarsi dopo essere stati scoperti a letto con Oreste Lionello".
Una delle autrici della ricerca, Sharon Sassler, sorella pompinara di origine friulana del grande Tommasino Hassler, commenta i risultati così: "La nostra ricerca dimostra che vivere insieme non è necessariamente un periodo di transizione che porta al matrimonio. Per un crescente numero di coppie la convivenza è un'alternativa al vincolo tradizionale oppure alla condizione di single, soprattutto se sfrattati. Sembra che molte coppie vivano insieme più a lungo senza sposarsi. E quindi i risultati ci suggeriscono che le coppie che utilizzano la convivenza per conoscersi meglio, per valutare la compatibilità, hanno di gran lunga minori probabilità di sposarsi. Invece una strategia vincente per andare all'altare è stata individuata nel definire una data precisa, anche se lontana, per le nozze, colpi della strega permettendo. L'importante - suggerisce la Sassler - è lasciare sempre aperta la porta del bagno quando si va a defecare. Così facendo, potrete essere soccorsi senza scasso, quando l'inevitabile colpo della strega vi colpirà e risparmierete l'onorario del fabbro e del falegname".
Il fattore predittivo più importante, e scontato, per un matrimonio è il consenso di entrambi, mentre il 42% delle persone intervistate che non aveva obiettivi comuni, ha visto miseramente naufragare la propria relazione. Sembra chiaro che la coppia dove lei ha già deciso di andare a vivere al quartiere africano, mentre lui dichiara di non voler muoversi dal Gay Village per nessuna ragione al mondo, non avrà un gran futuro insieme. Al contrario se le passioni sono comuni e lo stile di vita pure, la coppia dovrebbe avere almeno una speranza di un futuro felice insieme, Woody Allen permettendo. Ma, se nonostante ciò, siete più che decisi a intraprendere la dura strada della convivenza, è bene sapere in anticipo a cosa andate incontro.
Innanzitutto guardate bene gli indumenti intimi di lui: loro, infatti, rappresentano l'unica sfera di cristallo per vedere come sarà il/la vostra partner sul lungo termine. Mutandine di pizzo, collant col buco e cappelli alla Mister Magoo sono indicativi di un disagio giovanile mai affrontato. Un occhio di riguardo poi allo stile di vita: se è stato precocemente colpito dall’alopecia e assomiglia a Pierino Fanna, con la convivenza non diventerà certo un Mario Kempes, non aspettatevi che il Commando Calla non la schifi prima o poi. Si sa, le persone non si cambiano: guardatevi bene intorno prima di prendere una decisione importante, indietro non si torna!
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