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09/10/2012 09:32:22 |
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spesso a sproposito...
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L’ex presidente Rosella Sensi è intervenuta a Radio 2, rispondendo al d.g. Franco Baldini che aveva parlato di ambiente destabilizzato dalle tante voci intorno alla Roma: «Non so se ci sia qualcuno che vuole destabilizzare la Roma, ma quando i risultati non arrivano è tutto più difficile. Roma è una città passionale, quando ero presidente venivo giudicata molto, e spesso a sproposito».
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09/10/2012 00:02:08 |
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conoscete Nicolay Donatoni?
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08/10/2012 08:33:28 |
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no ma la colpa è di Spalletti, Ranieri, Montella, Zeman...
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«Ho già detto che con me possono giocare tutti: dipende dal loro atteggiamento, dalla loro voglia. Se ho schierato questa formazione vuol dire che in settimana è quella che ho giudicato di maggiore garanzia. Osvaldo per me è secondo solo a Totti per talento nella squadra, mentre De Rossi non lo devo certo presentare io ma questi giocatori importanti mi devono dimostrare che vogliono ancora dare qualcosa. Vorrei vedere giocatori con motivazioni perché le gerarchie degli anni precedenti io non le riconosco. Per me non contano: per me conta quello che vedo in allenamento. Vorrei che tutti pensassero alla squadra invece di pensare ai fatti propri» «In questa settimana non mi hanno convinto, spero che dalla prossima lo faranno. Dipende da loro, non da me. Io posso solo aiutarli. Non basta chiamarsi in un certo modo per giocare, serve dimostrare la voglia sul campo in settimana, altrimenti io la domenica difficilmente li utilizzo. Non basta che mi dicano: te lo faccio vedere domenica. A me serve gente che abbia voglia di lottare. Burdisso? Vorrei venti giocatori con la sua mentalità e la sua applicazione. Ora non riesce a rendere al meglio, ma ne vorrei venti così».
'NA ZAPPA IN MANO E VIA A LAVORA' NEI CAMPI..
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04/10/2012 18:29:09 |
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https://twitter.com/danistone25/status/253851105572843521
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03/10/2012 15:35:53 |
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PER I CULTORI DEL GENERE...
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CONFERENZA STAMPA - Il Direttore Generale dell'As Roma, Franco Baldini, incontra i giornalisti a Trigoria. Ecco le dichiarazioni integrali.
Prima delle domande dei giornalisti, Baldini apre con una premessa:
"Ormai è un rituale che ogni 2-3 mesi devo venire qui a spiegare cose di cui non c'è bisogno. Sono stato scelto dalla proprietà per rendere il più presto possibile competitiva questa squadra e in maniera stabile, ispirandosi a coerenza e trasparenza e ad una gestione sana che non crei i presupposti di fallimento finanziario. Tutto questo viene continuamente messo in dubbio da voci che riguardano partenze mie e di altri. Questo è mortificante. Ho detto quando sono arrivato che sarei rimasto a Roma fino al completamenteo di questo percorso o quando mi avrebbero detto di andare via. E questo non è mai successo, anzi mi è stata sempre confermata la fiducia. Oppure lascerei in caso di sfinimento fisico ma questo nonostante gli sforzi che fate è lontano dal succedere. Ogni giorno verifichiamo che questa società è solida. Non molla nessuno, tutti abbiamo riconoscenza per questa società. Lo dico un'altra volta, anche questo è mortificante, che non ho nessun dissapore e che nel tempo si è creata un'amicizia piuttosto forte anche esagerata. Sarà che passiamo 15-16 ore al giorno insieme. Quindi voglio ribadire che nè Fenucci, nè Sabatini, nè Baldissioni, nè il sottoscritto hanno mai avuto problemi nel confrontarsi ogni giorno, la diversità di opinioni è una risorsa. Ogni volta mi costringo a dire che non andrò via, da solo forse non avrei tanta forza, ma rendendo pubbliche certe parole mi constringo ad impegnarmi ancora. Una persona ha come unico patrimonio la propria faccia, che ogni anno soprattutto qui si deteriora, e la propria parola. Siamo abituati al fatto che quotidianamente le radio ci diffamino e veicolino informazioni completamente false. Ci saremmo aspettati che testate serie verificassero meglio alcune notizie. Tutto quello che è stato detto è completamente falso. Finchè avrò un pò di forza per farlo difenderò i colori di questa società".
A questa squadra manca completamente la personalità, i giocatori non sentono il giusto senso di appartenenza. Di chi è la responsabilità? "Ce l'ha a momenti, altri no. Non gli manca in assoluto. Con l'Inter tutti a dire che la squadra è forte, il gruppo pure, Zeman un grande. Tre settimane dopo tutto il contrario. Con la Juve sicuramente è mancato. Ieri abbiamo avuto una riunione, tutto quello che è stato detto oggi è completamente falso. Abbiamo parlato noi dirigenti, il tecnico, la squadra, ho detto: 'cerchiamo ognuno di noi di fare il nostro nel modo più serio e professionale in modo da cercare di eliminare i corollari che non sono propri della profesione. Non siamo in un circolo ricreativo, tutti devono percepire che c'è gente scrupolosa e seria nel proprio lavoro'. Questa è stata la riunione di ieri ma per voi è diventata una caccia alla talpa".
Sono i giocatori che non danno retta all'allenatore o l'allenatore che si spiega male? "La squadra a inizio campionato era convinta di fare quel che l'allenatore chiedeva, magari riuscendoci più o meno. Evidentemente i risultati hanno minato questa convinzione, questo si è visto con la Juventus. Bisogna credere in qualcosa".
Spalletti ha detto: 'Credevo che il problema fossi io a Roma, invece non è così'. Avete capito dove sono le difficoltà? Sabatini ha detto che bisogna riconsiderare il valore di alcuni giocatori... "Spalletti è stato una risorsa per la Roma, non il contrario. Lui ha costruito molto, anche come mentalità, come rigore. Su Sabatini, certe cose a volte si dicono anche per provocare delle reazioni nei giocatori".
Voi avete sposato due progetti controcorrente. Il primo sappiamo come è andato a finire. Ora la decisione di Zeman ha considerato che in una piazza così pressante è un problema far venire tanti giovani? Cosa dite ai tifosi? "Siamo sicuri di aver allestito una squadra completa e lo dimostrerà presto. Gli incidenti di percorso nella crescita fanno male, fanno male più a noi che a voi, da quello che scrivete sembra che siete più felici di trovare del torbido che gioire di una vittoria. Vorrei considerare anche le iniziative della società, per rendersi fruibile nei suoi contenuti al maggior numero di gente possibile, che vuole chiamare quasi i tifosi a farne parte. Sul progetto fallito, io credo che con Luis Enrique e Zeman è lo stesso progetto. Investire sui giovani, approfittando delle ristrutturazioni che le altre squadre avrebbero fatto e che stanno facendo. E' lo stesso progetto, di un calcio propositivo, che possa piacere e chiamare la gente vicina alla squadra".
La squadra ha perso la forza dei giovani, con la Juve penso a Taddei Perrotta Totti Stekelenburg e Burdisso. E' una squadra vecchia... "Non sono d'accordo, la squadra giovane deve essere aiutata da giocatori di esperienza, l'età media è di 24 anni, se questa è una squadra vecchia...".
Quali sono gli obiettivi stagionali della Roma? De Rossi ha detto che non bisogna lottare per lo scudetto... "Competere per un posto in Champions League, riteniamo possibile considerando anche la forza delle altre".
Cosa voleva dire nell'intervista a 'La Stampa' quando ha detto che alla Roma non manca disperatamente la vittoria? "La differenza tra noi e la Juventus, che collettivamente è migliore di noi, ma è soprattutto la testa. Alla Juve la vittoria manca disperatamente come a un tossico la sua dose, alla Roma che si 'fa' una volta ogni 20 anni manca meno".
C'è qualcuno che vuole destabilizzare l'ambiente? "E' ovvio che questa nuova proprietà non è mai stata benvoluta. Avremmo dovuto scendere a patti con tanti. Per come sono diventato è una cosa che non riesco più a fare. Mi sono confrontato con gli americani e mi hanno detto di andare avanti così. C'è una volontà di destabilizzare, e io non riesco ad accettarlo. Se fossi sceso a patti avrei reso l'ambiente migliore forse".
Stasera tornerà Pallotta, la sua assenza a livello fisico si fa sentire? "La proprietà ha dato a noi la chiave di casa. Se i calciatori non sentono che c'è il padrone è colpa nostra che non l'abbiamo trasmessa. Ma noi con la proprietà ci confrontiamo ogni giorno".
Quanto è soddisfatto dei risultati finora? "Il mio umore cambia in base ai risultati, ma dal punto di vista delle iniziative sono soddisfatto, dal punto di vista del risultato tecinco sono poco soddisfatto ma ho l'impressione che presto lo sarò molto".
E' colpa dei giornalisti se la Roma è arrivata settima l'anno scorso e è partita così? Ha parlato di responsabilità vaghe, può andare nello specifico? Ad aprile dopo Lecce-Roma ha detto che la squadra era sopravvalutato, cinque mesi dopo il direttore sportivo ha detto la stessa cosa con l'aggravante di un mercato di mezzo... "Il discorso di aprile era consuntivo, una specie di bilancio. Parlavo di qualcuno sopravvalutato come carattere. La valutazione di Sabatini era per suscitare qualche reazione. La convinzione nostra è che la rosa sia assolutamente competitiva. Le responsabilità nostre sono sottolineate ogni giorno, tante possono essere dette senza destabilizzare. Tante altre ce le risolviamo noi. I giocatori che voi avete bocciato sono respnsabilità che possono venire scritte, ma per me questi giocatori non sono da bocciare ancora".
Non ritiene un errore aver confermato la cerimonia della Hall of Fame in questo momento? "La cerimonia è preparata da tanto tempo, ha richiesto tanti sforzi, come i giocatori chiamati dal Brasile. E' un evento slegato dai risultati della squadra, è un evento per i tifosi perchè possano festeggiare la loro storia, mi aspetto dalla gente una festa per i loro beniamini. Niente vieta alla gente di festeggiare i loro giocatori e un attimo dopo fischiare la squadra per il risultato di Torino. Sarà un bel momento rivedere quelli che hanno contribuito a costruire la storia della Roma".
Come si esce da questo momento tecnico? "Cerchiamo di restaurare la convinzione, di convincere i giocatori che hanno la qualità. Ogni singolo giocatore è stato scelto insieme al tecnico. Le caratteristiche di ognuno sono state pensate come funzionali al tipo di gioco di Zeman. E' chiaro che alcune partite hanno minato questa convinzione, e va restaurata il primo possibile".
Interverrete a gennaio sul mercato? "Non ci stiamo pensando già ora, a gennaio dopo 4 mesi di campionato capiremo meglio come e se intervenire".
Ha accettato la proposta della Roma ma viene dall'Inghilterra, si sente fuori luogo in questo calcio italiano? "No, non mi sento un pesce fuor d'acqua. Penso che questo calcio e questa città ha la possibilità di fare insieme un cammino verso il meglio. E anche se fosse stato così, non sarebbe stato un motivo sufficiente per lasciare".
L'anno scorso la società ha difeso l'allenatore fino all'ultimo. Quest'anno qual'è la posizione verso quello che potrebbe essere un secondo fallimento? "Non lo prendiamo in considerazione, credere in qualcosa significa fare già metà percorso. Crederci anche se ci sono rovesci, e questo atteggiamento lo portiamo avanti verso l'allenatore e verso tutto il resto".
Su sua indicazione sono stati scelti L.Enrique, Tancredi e Lo Monaco. Ora non ci sono più. Si sente depotenziato? "No, non mi ci sono sentito nemmeno per un attimo. Altrimenti avrei avuto altri tipi di colloqui con gli americani. L.Enrique? Avrei continuato con lui, ma lui ha rinunciato. Tancredi, è stata una scelta tecnica dell'allenatore. Mi ha fatto male ma non posso entrare in merito di scelte tecnicihe. Su Lo Monaco c'è una parte della società che non è devoluta a me, a me concerne il campo e io a quello sono abilitato".
Non c'è un piano per togliere di mezzo Baldini, però perchè lei è più defilato negli ultimi periodi? Sabatini ormai è lui che fa il responsabile. Zeman ha la fiducia illimitata anche se dovessero andare male le prossime giornate? "E' una fiducia illimitata, ieri nemmeno abbiamo accennato di confermare la fiducia di Zeman. Non è nemmeno oggetto di discussione. I discorsi su prima linea e seconda linea, c'è una sintonia dirigenziale con Fenucci e Sabatini, che nemmeno ce lo diciamo chi va a parlare per dire cosa. Neanche ci spartiamo nulla, chi sente di dover dire qualcosa va a rappresentare la Roma. Ognuno può rappresentare il suo punto di vista per quel che gli compete".
Sabatini ha voluto suscitare una reazione. Ma lei e Sabatini siete ancora in grado di suscitare una reazione nei giovatori o sarebbe meglio che parlasse il presidente? "Domenica vedremo se susciterà. Le fonti interne di Trigoria sono sempre più attendibili dei protagonisti. Siamo sempre noi più credibili anche del presidente che viene dall'America a parlare di calcio. Lo sa anche lui".
Si aspettava di trovare questo ambiente a Roma? Quali sono i rapporti con M.Pannes? "Si fa grande letteratura su diversità di opinioni passate e questo si trasforma in una incompatibilità. I rapporti sono assolutamente buoni, se così non fosse lascerei il contratto e me ne andrei. Non mi aspettavo di lavorare in condizioni ambientali così poco favorevoli. Un ambiente più sereno senza polemiche e senza molte falsità è molto più semplice per la squadra".
Negli ultimi anni sono cambiate molte cose, perchè i problemi sono gli stessi da 3 anni? "Potrebbe essere che la gente che lavora a Trigoria non riesce a trasmettere alla squadra, cioè la rigorisità, la serietà. Ci sono anche casi di giocatori che non sono riusciti ad esprimersi al meglio qui e poi lo hanno fatto altrove. C'è qualcosa nell'ambiente".
In un'intervista a Sky l'altra settimana ha dichiarato di voler sfatare l'idea che non si può vincere giocando bene, lei che mandò via Zeman e prese Capello... "Io non ero nella Roma che mandò via Zeman. Io ero a quel tempo consulente del presidente per quanto riguarda operazioni di mercato. Sono venuto in una nuova veste con Capello. Se c'è possibilità di vincere anche con un gioco bello, che poi si gioca bene anche essendo cinici come con Capello che non rinnego anzi. Credo semplicemente che si possa vincere anche giocando come gioca Zeman".
Com'è la comunicazione romana in rapporto all'Inghilterra e la Spagna? "Forse ho esasperato i toni, è un momento personale non semplice. Chiedo scusa se qualcuno si è sentito offeso, ma non sono impermeabile a certe falsità. Ho ricevuto delle offerte dal Tottenham però ho detto che sarei rimasto qui. Comunque noi ci siamo resi disponibili con tutti per fornire le nostre versioni per verificare certe notizie, poi quando siamo consultati il giorno dopo si dice che Baldini ha detto una certa cosa e però è una cazzata... L'erba del vicino non è solo verde. Nelle esperienze in cui ho vissuto non mi sono mai trovato dentro a questa confusione. Mi fanno pensare che quindi sia meglio altrove, ma magari sono stato solo fortunato io".
(Fine)
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03/10/2012 11:43:02 |
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Un membro BOC de vecchia data...
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Volevo solo ricordare che per quanto riguarda il caso "Gabriele Sandri" la BOC ha lasciato già da tempo libertà di coscienza ai suoi membri se insultare o meno quel povero cojone pariolino der cazzo e laziale de mmerda che invece de rimane' all'art cafè a fa' serata decise de anna' a Torino co' artri quattro fasci come lui, ritornando a casa co' na pallottola sur collo..
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02/10/2012 10:09:50 |
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e oggi scioperano pure...
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L'Atac come un paese del Bengodi dove le precedenti esperienze lavorative, le referenze, non contano nulla. E dove non contano nemmeno il titolo di studio e, tantomeno il voto con cui quel titolo è stato conseguito. Il caso di Barbara Pesimena, moglie dell'assessore capitolino all'Ambiente Marco Visconti è solo uno dei 46 casi presi in considerazione dal pubblico ministero Francesco Dall'Olio che presto chiederà il rinvio a giudizio per gli otto indagati (tra cui, appunto Visconti). Lady Ambiente non è stata l'unica a essere assunta con ruolo da dirigente e stipendio da 73mila euro l'anno in barba al titolo di studio (diploma di ragioneria) e alla pregresse esperienze professionali (segretaria in un poliambulatorio medico, responsabile cassa di un negozio di abbigliamento e assistente amministrativa di un negozio di telefonia). Casi ce ne sono parecchi. Si scopre cosi dall'avviso di conclusione indagini che Francesco Bianco, l'ex Nar assunto in Atac a 32mila euro l'anno, aveva gestito un edicola prima di venire reimpiegato come "operatore d'ufficio autoferrotranvieri". E, soprattutto, che all'azienda non importava nulla del suo titolo di studio. Scrive il pm che Bianco ha affermato "di aver conseguito la licenza media presumibilmente negli anni tra il 1974 e il 1975 a Roma in scuole medie statali di cui non ricorda il nome e la via". Evidentemente l'azienda lo voleva a tutti i costi. Ecco perché chiude un occhio sul fatto che l'ex estremista non presenti il certificato penale ("dal quale si evince invece che lo stesso risultava gravato da numerosi precedenti", spiega il magistrato) ma si limiti ad allegare i carichi pendenti e un'autocertificazione in cui, invece di indicare i suoi precedenti, dichiara "di aver estinto completamente il suo debito con la legge".
La moglie dell'assessore e l'ex Nar sono in buona compagnia. Accanto a quelli come Barbara Pesimena e Loredana Adiutori (ex segretaria dell'assessore Marchi, 100mila euro l'anno, ruolo da dirigente e un diploma magistrale) alle quali il colloquio non viene nemmeno fatto, ce ne sono altri che, scrivono i carabinieri del nucleo investigativo nell'informativa del 5 maggio, dicono di aver fatto una selezione, della quale non resta alcuna prova. Non c'è da stupirsi, dunque, se Fabio Giangreco, descritto dall'agenzia interinale Praxi come "persona giovane e inesperta da utilizzare in compiti di taglio elementare, non amante dello studio, senza esperienza strutturata e con profilo di personalità in fase di maturazione", viene assunto come "collaboratore d'ufficio" a 32mila euro l'anno, nonostante la sua unica esperienza professionale fosse durata 4 mesi nell'azienda metalmeccanica di una parente e il suo diploma di ragioneria fosse stato conseguito con il minimo dei voti. Nessuna meraviglia nemmeno se Claudia Manetta in Atac specialista tecnico amministrativo vanti un diploma da stilista di moda e, un curriculum in cui figura l'incarico da direttore di sala in un music pub, la responsabile di un negozio di maglieria e, ovviamente, la segretaria politica. O se Marco Bernardini, sindaco di Montelibretti, viene ritenuto il 10 luglio 2008 "non idoneo" e poi, appena due mesi dopo, firma il contratto.
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02/10/2012 09:47:36 |
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daje torto...
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Una sola vittoria (più un’altra a tavolino, per ora), nessun successo all’Olimpico e due sconfitte nelle prime sei giornate di campionato. Ecco il bilancio della Roma affidata a Zdenek Zeman. Un andamento lento, lentissimo e lontano chilometri dalle aspettative della piazza e dai soldi spesi per allestire la squadra. Colpevoli? Tutti, nessuno escluso: dirigenti, tecnico e giocatori. «Forse ci sono calciatori sopravvalutati», ha dichiarato il ds Walter Sabatini dopo la tremenda sconfitta di Torino, criticando così il proprio operato. La Roma americana dall’estate del 2011 al 31 agosto scorso, passando per la sessione di mercato di gennaio, ha speso tanto, oltre 110 milioni di euro, eppure la squadra non andava e ancora non va. E incredibilmente non è stata completata, visto che la Roma attuale mostra ancora parecchie (troppe) lacune dal punto di vista tecnico.
È chiaro che parte della spesa è stata ammortizzata con le cessioni (Borini pagato 6,5 è stato rivenduto a 13,3 milioni), però il dato dei soldi spesi fa davvero effetto. Ma al di là di questa, va fatta un’altra considerazione: troppi giocatori si sono svalutati, rendendo ancora più annose le spese della società (mettendo da parte i costi di gestione, cioè gli stipendi). Il caso più eclatante riguarda Erik Lamela, arrivato a Roma la scorsa estate in cambio di circa 20 milioni di euro, comprese intermediazioni e commissioni ai vari procuratori. Attualmente il valore dell’argentino si è dimezzato, visto che non è ancora riuscito a trasformare in realtà le tante cose belle che vengono (venivano?) dette sul suo conto, soprattutto da Sabatini. Un flop tecnico e economico clamoroso, per ora. Già, per ora perché tutto è mutabile a seconda del rendimento del giocatore e della squadra. Così se Stekelenburg, pagato 7 milioni di euro, oggi ne vale al massimo 2 (quanto offerto dal Tottenham, prima dell’inizio del suo scadente campionato) non è detto che da qui alle prossime settimane non possa valere di più. Se comincerà a fare sul serio il portiere, ne trarranno vantaggi sia Zeman che i conti della Roma. I valori di mercato variano di domenica in domenica, sono quanto mai flessibili, non statici. Basta poco per salire, basta ancora meno per scendere. Due flop clamorosi e anche un affare (economico) importante, quello legato al nome di Florenzi. La Roma per riprenderselo dal Crotone dove l’aveva mandato in prestito senza diritto di controriscatto ha speso pochi mesi fa circa 1,5 milioni (compresa la metà del cartellino di Pettinari), ma oggi la valutazione del ragazzo di Vitinia si è almeno quintuplicata.
Se Osvaldo, più meno, vale il prezzo pagato lo scorso anno per prenderlo dall’Espanyol, Destro, visto che ha perso il posto, si è deprezzato, ma le prestazioni con la maglia della nazionale lo stanno aiutando ad avere una valutazione ancora elevata. Quando riuscirà a sbloccarsi, a segnare qualche gol con la maglia della Roma la cifra spesa per acquistarlo si impennerà verso l’alto. Tra gli altri neo acquisti da segnalare che, per ora, con la freccia rivolta verso il basso non possono non esserci i nomi di Balzaretti, Bradley, Marquinho, Tachtsidis e Piris. Il paraguaiano preso per fare il titolare quale esterno a destra è costato poco, 700 mila euro per il prestito, ma oggi, visto che è stato spedito nel dimenticatoio, vale la metà. Forse meno. Chissà a chi si riferiva direttamente Sabatini quando parlava di acquisti sopravvalutati: non può essere stata, la sua, una riflessione legata soltanto allo spessore tecnico del giocatore. Si riferiva anche (o soprattutto?) al costo del giocatore. Non può esserci altra spiegazione, visto che per allestire una Roma che lo scorso anno ha perso 16 partite, è stata eliminata dall’Europa League dallo Slovan Bratislava e non è riuscita neppure a entrare in Europa e che in questo campionato è già stata doppiata in classifica dalle prime della classe non sono bastati 110,5 milioni di euro, compresi i soldi sprecati per Kjaer e Josè Angel e senza considerare quelli versati per integrare lo stipendio di chi è stato mandato via con tanto di contratto. Se non sono stati sbagliati gli acquisti, si è speso male. O tutte e due le cose.
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01/10/2012 11:44:45 |
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Sabatini, Baldini, Zeman...grazie di cuore
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Il centrocampista della Juventus Claudio Marchisio, in un intervista al quotidiano sportivo, è tornato a parlare della vittoria di sabato ai danni della Roma. "Ormai siamo abituati a essere marcati a uomo, invece la Roma è venuta a giocare la sua partita e ci ha lasciato molti spazi. Per uno con le mie caratteristiche inserirsi a quel punto è stato abbastanza semplice. La cosa fondamentale però è sempre l'equilibrio tra i reparti. A Firenze per esempio eravamo troppo bassi. Un sapore particolare battere Zeman? Sicuramente, anche se di questa rivalità si è parlato fin troppo. Il concetto è stato un po' esasperato, però... Però resta il fatto che la Roma è un'avversaria molto importante a prescindere da Zeman. Il suo credo è noto, certo gli spazi sabato sera non ci sono mancati. Tra le due tifoserie c'è una rivalità accesa e riuscire a rifilare ai giallorossi 8 reti in due partite giocate nel giro di pochi mesi nel nostro stadio è un precedente difficile da eguagliare".
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30/09/2012 14:35:25 |
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delenda cartago...
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insieme alla madonna troia de monte mario e al ponte daamusica de water veltroni
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30/09/2012 01:16:53 |
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....
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e poi, porcodedio, chi je dovesse mai capità de pizzicà bonucci (in un momento propizio) porcodio che je la dia alta
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27/09/2012 00:19:05 |
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11 FLORENZI, PER DIO!
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26/09/2012 23:15:13 |
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certo che...
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se vincemo a torino co' 'r gioco spumeggiante, er perplesso je deve leccà la ricottella sotto 'r cornicione der cazzo ar sor boemo.
MENO VILTA' PIU' FLORENZI
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