Anno di fondazione dell'ASR
163200
BOC User
13/04/2012 18:45:57
PALLINO ANCHE IO SONO D'ACCORDO CON TE SUI GLADIATORI DEL COLOSSEO. ORA MI SCHIZZERESTI IN FACCIA GENTILMENTE?
163112
BOC User
12/04/2012 21:33:25
regà, basta parlà de roma ... sto video è fantastico. ultras direi
163075
BOC User
12/04/2012 16:17:43
N. Minetti
volevo regalarvi una mia foto

162493
BOC User
04/04/2012 17:06:46
- mr. google
+ mr.magoo
162449
BOC User
04/04/2012 12:25:37
chinellato vs P.U. sullo sfondo si intravede l'arbitro sig. kent
162375
BOC User
03/04/2012 12:54:16
DAL DIARIO DI VIAGGIO DI BOB UR 77. VI HO MAI RACCONTATO DI QUANDO MI SONO IMBATTUTO NELLA TRIBU DEI TRAGABONGA?
162208
BOC User
30/03/2012 21:39:54
MANICA DI BUFFONI.
Quando il Napoli si è qualificato per la finale si è scatenato il panico istituzionale.
Anni di restrizioni e di privazioni per una tifoseria che da tempo cerca di festeggiare qualcosa di importante.
Una tifoseria che ha il record di persone dotate di tessera del tifoso come anche una tifoseria ultras che della stessa tessera - pur avendo in massima parte tutti i diritti per acquisirla - non ne vuole sapere.
Scimmiottando l'Inghilterra, nel tentativo di dare una minima dignità a una Coppa Italia che potrebbe essere splendida ed invece è declassificata a coppa di serie B, si è stabilito qualche anno fa che la finale, prima con andata e ritorno, si sarebbe dovuta disputare a Roma, con consegna della coppa dalle mani del Presidente Napolitano, che non avrà lo stesso charme di una regina d'Inghilterra o di un appartenente alla casa reale ma è pur sempre il Presidente di una Repubblica degnamente rappresentata dai suoi incensurati parlamentari.
Tutto questo venne stabilito, approvato e messo in opera.
Avrebbero però dovuto inserire una clausola: si gioca a Roma a patto che una delle finaliste non sia il Napoli, nel qual caso limiteremo gli accessi ai possessori della tessera del tifoso (ma - oddio mio - i napoletani se la faranno tutti!), faremo sì che il suo Presidente chieda di trasmigrare a Milano, a Londra o a Parigi, un po' come se il presidente del Liverpool chiedesse di giocare la finale di FA Cup a Roma invece che a Londra e, per finire, Gianni Petrucci - quello dell'Olimpico a 5 stelle - d'intesa con "chissà chi" e per togliere dall'imbarazzo tutti valuta la possibilità di non concedere la disponibilità dello Stadio Olimpico.
Ecco, questa vicenda dimostra ancora una volta quanto - purtroppo - sia ridicolo questo Stato e del perché non goda di alcuna credibilità internazionale.
Ammettessero, una volta per tutte che non sono in grado di organizzare una finale e la facessero finita di reclamare - quasi fosse un diritto - l'organizzazione di Olimpiadi, Mondiali, Europei, finali di coppe europee varie.
Ammettessero anche, una volta per tutte, che la loro tessera del tifoso è una cagata e che - visto che il Napoli è finalista - quel pezzettino di plastica non può certo impedire che migliaia di tifosi che non ne sono in possesso, decidano comunque di venire a festeggiare a Roma l'eventuale vittoria.
Ammettessero che nelle passate edizioni la finale si è disputata a Roma senza limitazioni di sorta e quest'anno, chissà perché, non sono capaci di organizzare l'evento.
Ammettessero che nello Stadio Olimpico di Roma - a 5 stelle - si è disputata qualche anno fa la finale di Champions League ed anche altre finali di Coppa Italia da tutto esaurito.
Ammettessero, per finire, che se una finale di FA Cup dovesse vedere contrapposte Manchester e Liverpool, oppure West Ham Utd./Millwall, a nessuno in Inghilterra verrebbe in mente di spostare il luogo di disputa da Londra: del resto a nessuno in Inghilterra è mai venuto in mente, da quando esiste il calcio, di vietare una trasferta su basi territoriali oppure di varare una tessera del tifoso, come avviene in Italia. Del resto solo in Italia si poteva avere un Ministro dell'Interno non del tuto incensurato che propugna l'indipendenza della Padania e detesta l'Italia: un po' come se in Inghilterra facessero ministro dell'Interno il capo del Sinn Fein o in Spagna il capo di Herri Batasuna.
Se ammettessero tutto questo - e non possono non ammetterlo - potrebbero solo guardarsi allo specchio e riflettere sul declino del calcio italiano, dovuto alla manica di buffoni che se ne è impossessato.
Una tifoseria che ha il record di persone dotate di tessera del tifoso come anche una tifoseria ultras che della stessa tessera - pur avendo in massima parte tutti i diritti per acquisirla - non ne vuole sapere.
Scimmiottando l'Inghilterra, nel tentativo di dare una minima dignità a una Coppa Italia che potrebbe essere splendida ed invece è declassificata a coppa di serie B, si è stabilito qualche anno fa che la finale, prima con andata e ritorno, si sarebbe dovuta disputare a Roma, con consegna della coppa dalle mani del Presidente Napolitano, che non avrà lo stesso charme di una regina d'Inghilterra o di un appartenente alla casa reale ma è pur sempre il Presidente di una Repubblica degnamente rappresentata dai suoi incensurati parlamentari.
Tutto questo venne stabilito, approvato e messo in opera. Avrebbero però dovuto inserire una clausola: si gioca a Roma a patto che una delle finaliste non sia il Napoli, nel qual caso limiteremo gli accessi ai possessori della tessera del tifoso (ma - oddio mio - i napoletani se la faranno tutti!), faremo sì che il suo Presidente chieda di trasmigrare a Milano, a Londra o a Parigi, un po' come se il presidente del Liverpool chiedesse di giocare la finale di FA Cup a Roma invece che a Londra e, per finire, Gianni Petrucci - quello dell'Olimpico a 5 stelle - d'intesa con "chissà chi" e per togliere dall'imbarazzo tutti valuta la possibilità di non concedere la disponibilità dello Stadio Olimpico.
Ecco, questa vicenda dimostra ancora una volta quanto - purtroppo - sia ridicolo questo Stato e del perché non goda di alcuna credibilità internazionale.. Una tifoseria che ha il record di persone dotate di tessera del tifoso come anche una tifoseria ultras che della stessa tessera - pur avendo in massima parte tutti i diritti per acquisirla - non ne vuole sapere.
Scimmiottando l'Inghilterra, nel tentativo di dare una minima dignità a una Coppa Italia che potrebbe essere splendida ed invece è declassificata a coppa di serie B, si è stabilito qualche anno fa che la finale, prima con andata e ritorno, si sarebbe dovuta disputare a Roma, con consegna della coppa dalle mani del Presidente Napolitano, che non avrà lo stesso charme di una regina d'Inghilterra o di un appartenente alla casa reale ma è pur sempre il Presidente di una Repubblica degnamente rappresentata dai suoi incensurati parlamentari.
Tutto questo venne stabilito, approvato e messo in opera. Avrebbero però dovuto inserire una clausola: si gioca a Roma a patto che una delle finaliste non sia il Napoli, nel qual caso limiteremo gli accessi ai possessori della tessera del tifoso (ma - oddio mio - i napoletani se la faranno tutti!), faremo sì che il suo Presidente chieda di trasmigrare a Milano, a Londra o a Parigi, un po' come se il presidente del Liverpool chiedesse di giocare la finale di FA Cup a Roma invece che a Londra e, per finire, Gianni Petrucci - quello dell'Olimpico a 5 stelle - d'intesa con "chissà chi" e per togliere dall'imbarazzo tutti valuta la possibilità di non concedere la disponibilità dello Stadio Olimpico.
Ecco, questa vicenda dimostra ancora una volta quanto - purtroppo - sia ridicolo questo Stato e del perché non goda di alcuna credibilità internazionale.
Ammettessero, una volta per tutte che non sono in grado di organizzare una finale e la facessero finita di reclamare - quasi fosse un diritto - l'organizzazione di Olimpiadi, Mondiali, Europei, finali di coppe europee varie.
Ammettessero anche, una volta per tutte, che la loro tessera del tifoso è una cagata e che - visto che il Napoli è finalista - quel pezzettino di plastica non può certo impedire che migliaia di tifosi che non ne sono in possesso, decidano comunque di venire a festeggiare a Roma l'eventuale vittoria.
Ammettessero che nelle passate edizioni la finale si è disputata a Roma senza limitazioni di sorta e quest'anno, chissà perché, non sono capaci di organizzare l'evento.
Ammettessero che nello Stadio Olimpico di Roma - a 5 stelle - si è disputata qualche anno fa la finale di Champions League ed anche altre finali di Coppa Italia da tutto esaurito.
Ammettessero, per finire, che se una finale di FA Cup dovesse vedere contrapposte Manchester e Liverpool, oppure West Ham Utd./Millwall, a nessuno in Inghilterra verrebbe in mente di spostare il luogo di disputa da Londra: del resto a nessuno in Inghilterra è mai venuto in mente, da quando esiste il calcio, di vietare una trasferta su basi territoriali oppure di varare una tessera del tifoso, come avviene in Italia. Del resto solo in Italia si poteva avere un Ministro dell'Interno non del tuto incensurato che propugna l'indipendenza della Padania e detesta l'Italia: un po' come se in Inghilterra facessero ministro dell'Interno il capo del Sinn Fein o in Spagna il capo di Herri Batasuna.
Se ammettessero tutto questo - e non possono non ammetterlo - potrebbero solo guardarsi allo specchio e riflettere sul declino del calcio italiano, dovuto alla manica di buffoni che se ne è impossessato.. Una tifoseria che ha il record di persone dotate di tessera del tifoso come anche una tifoseria ultras che della stessa tessera - pur avendo in massima parte tutti i diritti per acquisirla - non ne vuole sapere.
Scimmiottando l'Inghilterra, nel tentativo di dare una minima dignità a una Coppa Italia che potrebbe essere splendida ed invece è declassificata a coppa di serie B, si è stabilito qualche anno fa che la finale, prima con andata e ritorno, si sarebbe dovuta disputare a Roma, con consegna della coppa dalle mani del Presidente Napolitano, che non avrà lo stesso charme di una regina d'Inghilterra o di un appartenente alla casa reale ma è pur sempre il Presidente di una Repubblica degnamente rappresentata dai suoi incensurati parlamentari.
Tutto questo venne stabilito, approvato e messo in opera. Avrebbero però dovuto inserire una clausola: si gioca a Roma a patto che una delle finaliste non sia il Napoli, nel qual caso limiteremo gli accessi ai possessori della tessera del tifoso (ma - oddio mio - i napoletani se la faranno tutti!), faremo sì che il suo Presidente chieda di trasmigrare a Milano, a Londra o a Parigi, un po' come se il presidente del Liverpool chiedesse di giocare la finale di FA Cup a Roma invece che a Londra e, per finire, Gianni Petrucci - quello dell'Olimpico a 5 stelle - d'intesa con "chissà chi" e per togliere dall'imbarazzo tutti valuta la possibilità di non concedere la disponibilità dello Stadio Olimpico.
Ecco, questa vicenda dimostra ancora una volta quanto - purtroppo - sia ridicolo questo Stato e del perché non goda di alcuna credibilità internazionale.
Ammettessero, una volta per tutte che non sono in grado di organizzare una finale e la facessero finita di reclamare - quasi fosse un diritto - l'organizzazione di Olimpiadi, Mondiali, Europei, finali di coppe europee varie.
Ammettessero anche, una volta per tutte, che la loro tessera del tifoso è una cagata e che - visto che il Napoli è finalista - quel pezzettino di plastica non può certo impedire che migliaia di tifosi che non ne sono in possesso, decidano comunque di venire a festeggiare a Roma l'eventuale vittoria.
Ammettessero che nelle passate edizioni la finale si è disputata a Roma senza limitazioni di sorta e quest'anno, chissà perché, non sono capaci di organizzare l'evento.
Ammettessero che nello Stadio Olimpico di Roma - a 5 stelle - si è disputata qualche anno fa la finale di Champions League ed anche altre finali di Coppa Italia da tutto esaurito.
Ammettessero, per finire, che se una finale di FA Cup dovesse vedere contrapposte Manchester e Liverpool, oppure West Ham Utd./Millwall, a nessuno in Inghilterra verrebbe in mente di spostare il luogo di disputa da Londra: del resto a nessuno in Inghilterra è mai venuto in mente, da quando esiste il calcio, di vietare una trasferta su basi territoriali oppure di varare una tessera del tifoso, come avviene in Italia. Del resto solo in Italia si poteva avere un Ministro dell'Interno non del tuto incensurato che propugna l'indipendenza della Padania e detesta l'Italia: un po' come se in Inghilterra facessero ministro dell'Interno il capo del Sinn Fein o in Spagna il capo di Herri Batasuna.
Se ammettessero tutto questo - e non possono non ammetterlo - potrebbero solo guardarsi allo specchio e riflettere sul declino del calcio italiano, dovuto alla manica di buffoni che se ne è impossessato.
Quando il Napoli si è qualificato per la finale si è scatenato il panico istituzionale.
Anni di restrizioni e di privazioni per una tifoseria che da tempo cerca di festeggiare qualcosa di importante.
Una tifoseria che ha il record di persone dotate di tessera del tifoso come anche una tifoseria ultras che della stessa tessera - pur avendo in massima parte tutti i diritti per acquisirla - non ne vuole sapere.
Scimmiottando l'Inghilterra, nel tentativo di dare una minima dignità a una Coppa Italia che potrebbe essere splendida ed invece è declassificata a coppa di serie B, si è stabilito qualche anno fa che la finale, prima con andata e ritorno, si sarebbe dovuta disputare a Roma, con consegna della coppa dalle mani del Presidente Napolitano, che non avrà lo stesso charme di una regina d'Inghilterra o di un appartenente alla casa reale ma è pur sempre il Presidente di una Repubblica degnamente rappresentata dai suoi incensurati parlamentari.
Tutto questo venne stabilito, approvato e messo in opera.
Avrebbero però dovuto inserire una clausola: si gioca a Roma a patto che una delle finaliste non sia il Napoli, nel qual caso limiteremo gli accessi ai possessori della tessera del tifoso (ma - oddio mio - i napoletani se la faranno tutti!), faremo sì che il suo Presidente chieda di trasmigrare a Milano, a Londra o a Parigi, un po' come se il presidente del Liverpool chiedesse di giocare la finale di FA Cup a Roma invece che a Londra e, per finire, Gianni Petrucci - quello dell'Olimpico a 5 stelle - d'intesa con "chissà chi" e per togliere dall'imbarazzo tutti valuta la possibilità di non concedere la disponibilità dello Stadio Olimpico.
Ecco, questa vicenda dimostra ancora una volta quanto - purtroppo - sia ridicolo questo Stato e del perché non goda di alcuna credibilità internazionale.
Ammettessero, una volta per tutte che non sono in grado di organizzare una finale e la facessero finita di reclamare - quasi fosse un diritto - l'organizzazione di Olimpiadi, Mondiali, Europei, finali di coppe europee varie.
Ammettessero anche, una volta per tutte, che la loro tessera del tifoso è una cagata e che - visto che il Napoli è finalista - quel pezzettino di plastica non può certo impedire che migliaia di tifosi che non ne sono in possesso, decidano comunque di venire a festeggiare a Roma l'eventuale vittoria.
Ammettessero che nelle passate edizioni la finale si è disputata a Roma senza limitazioni di sorta e quest'anno, chissà perché, non sono capaci di organizzare l'evento.
Ammettessero che nello Stadio Olimpico di Roma - a 5 stelle - si è disputata qualche anno fa la finale di Champions League ed anche altre finali di Coppa Italia da tutto esaurito.
Ammettessero, per finire, che se una finale di FA Cup dovesse vedere contrapposte Manchester e Liverpool, oppure West Ham Utd./Millwall, a nessuno in Inghilterra verrebbe in mente di spostare il luogo di disputa da Londra: del resto a nessuno in Inghilterra è mai venuto in mente, da quando esiste il calcio, di vietare una trasferta su basi territoriali oppure di varare una tessera del tifoso, come avviene in Italia. Del resto solo in Italia si poteva avere un Ministro dell'Interno non del tuto incensurato che propugna l'indipendenza della Padania e detesta l'Italia: un po' come se in Inghilterra facessero ministro dell'Interno il capo del Sinn Fein o in Spagna il capo di Herri Batasuna.
Se ammettessero tutto questo - e non possono non ammetterlo - potrebbero solo guardarsi allo specchio e riflettere sul declino del calcio italiano, dovuto alla manica di buffoni che se ne è impossessato.
Una tifoseria che ha il record di persone dotate di tessera del tifoso come anche una tifoseria ultras che della stessa tessera - pur avendo in massima parte tutti i diritti per acquisirla - non ne vuole sapere.
Scimmiottando l'Inghilterra, nel tentativo di dare una minima dignità a una Coppa Italia che potrebbe essere splendida ed invece è declassificata a coppa di serie B, si è stabilito qualche anno fa che la finale, prima con andata e ritorno, si sarebbe dovuta disputare a Roma, con consegna della coppa dalle mani del Presidente Napolitano, che non avrà lo stesso charme di una regina d'Inghilterra o di un appartenente alla casa reale ma è pur sempre il Presidente di una Repubblica degnamente rappresentata dai suoi incensurati parlamentari.
Tutto questo venne stabilito, approvato e messo in opera. Avrebbero però dovuto inserire una clausola: si gioca a Roma a patto che una delle finaliste non sia il Napoli, nel qual caso limiteremo gli accessi ai possessori della tessera del tifoso (ma - oddio mio - i napoletani se la faranno tutti!), faremo sì che il suo Presidente chieda di trasmigrare a Milano, a Londra o a Parigi, un po' come se il presidente del Liverpool chiedesse di giocare la finale di FA Cup a Roma invece che a Londra e, per finire, Gianni Petrucci - quello dell'Olimpico a 5 stelle - d'intesa con "chissà chi" e per togliere dall'imbarazzo tutti valuta la possibilità di non concedere la disponibilità dello Stadio Olimpico.
Ecco, questa vicenda dimostra ancora una volta quanto - purtroppo - sia ridicolo questo Stato e del perché non goda di alcuna credibilità internazionale.. Una tifoseria che ha il record di persone dotate di tessera del tifoso come anche una tifoseria ultras che della stessa tessera - pur avendo in massima parte tutti i diritti per acquisirla - non ne vuole sapere.
Scimmiottando l'Inghilterra, nel tentativo di dare una minima dignità a una Coppa Italia che potrebbe essere splendida ed invece è declassificata a coppa di serie B, si è stabilito qualche anno fa che la finale, prima con andata e ritorno, si sarebbe dovuta disputare a Roma, con consegna della coppa dalle mani del Presidente Napolitano, che non avrà lo stesso charme di una regina d'Inghilterra o di un appartenente alla casa reale ma è pur sempre il Presidente di una Repubblica degnamente rappresentata dai suoi incensurati parlamentari.
Tutto questo venne stabilito, approvato e messo in opera. Avrebbero però dovuto inserire una clausola: si gioca a Roma a patto che una delle finaliste non sia il Napoli, nel qual caso limiteremo gli accessi ai possessori della tessera del tifoso (ma - oddio mio - i napoletani se la faranno tutti!), faremo sì che il suo Presidente chieda di trasmigrare a Milano, a Londra o a Parigi, un po' come se il presidente del Liverpool chiedesse di giocare la finale di FA Cup a Roma invece che a Londra e, per finire, Gianni Petrucci - quello dell'Olimpico a 5 stelle - d'intesa con "chissà chi" e per togliere dall'imbarazzo tutti valuta la possibilità di non concedere la disponibilità dello Stadio Olimpico.
Ecco, questa vicenda dimostra ancora una volta quanto - purtroppo - sia ridicolo questo Stato e del perché non goda di alcuna credibilità internazionale.
Ammettessero, una volta per tutte che non sono in grado di organizzare una finale e la facessero finita di reclamare - quasi fosse un diritto - l'organizzazione di Olimpiadi, Mondiali, Europei, finali di coppe europee varie.
Ammettessero anche, una volta per tutte, che la loro tessera del tifoso è una cagata e che - visto che il Napoli è finalista - quel pezzettino di plastica non può certo impedire che migliaia di tifosi che non ne sono in possesso, decidano comunque di venire a festeggiare a Roma l'eventuale vittoria.
Ammettessero che nelle passate edizioni la finale si è disputata a Roma senza limitazioni di sorta e quest'anno, chissà perché, non sono capaci di organizzare l'evento.
Ammettessero che nello Stadio Olimpico di Roma - a 5 stelle - si è disputata qualche anno fa la finale di Champions League ed anche altre finali di Coppa Italia da tutto esaurito.
Ammettessero, per finire, che se una finale di FA Cup dovesse vedere contrapposte Manchester e Liverpool, oppure West Ham Utd./Millwall, a nessuno in Inghilterra verrebbe in mente di spostare il luogo di disputa da Londra: del resto a nessuno in Inghilterra è mai venuto in mente, da quando esiste il calcio, di vietare una trasferta su basi territoriali oppure di varare una tessera del tifoso, come avviene in Italia. Del resto solo in Italia si poteva avere un Ministro dell'Interno non del tuto incensurato che propugna l'indipendenza della Padania e detesta l'Italia: un po' come se in Inghilterra facessero ministro dell'Interno il capo del Sinn Fein o in Spagna il capo di Herri Batasuna.
Se ammettessero tutto questo - e non possono non ammetterlo - potrebbero solo guardarsi allo specchio e riflettere sul declino del calcio italiano, dovuto alla manica di buffoni che se ne è impossessato.. Una tifoseria che ha il record di persone dotate di tessera del tifoso come anche una tifoseria ultras che della stessa tessera - pur avendo in massima parte tutti i diritti per acquisirla - non ne vuole sapere.
Scimmiottando l'Inghilterra, nel tentativo di dare una minima dignità a una Coppa Italia che potrebbe essere splendida ed invece è declassificata a coppa di serie B, si è stabilito qualche anno fa che la finale, prima con andata e ritorno, si sarebbe dovuta disputare a Roma, con consegna della coppa dalle mani del Presidente Napolitano, che non avrà lo stesso charme di una regina d'Inghilterra o di un appartenente alla casa reale ma è pur sempre il Presidente di una Repubblica degnamente rappresentata dai suoi incensurati parlamentari.
Tutto questo venne stabilito, approvato e messo in opera. Avrebbero però dovuto inserire una clausola: si gioca a Roma a patto che una delle finaliste non sia il Napoli, nel qual caso limiteremo gli accessi ai possessori della tessera del tifoso (ma - oddio mio - i napoletani se la faranno tutti!), faremo sì che il suo Presidente chieda di trasmigrare a Milano, a Londra o a Parigi, un po' come se il presidente del Liverpool chiedesse di giocare la finale di FA Cup a Roma invece che a Londra e, per finire, Gianni Petrucci - quello dell'Olimpico a 5 stelle - d'intesa con "chissà chi" e per togliere dall'imbarazzo tutti valuta la possibilità di non concedere la disponibilità dello Stadio Olimpico.
Ecco, questa vicenda dimostra ancora una volta quanto - purtroppo - sia ridicolo questo Stato e del perché non goda di alcuna credibilità internazionale.
Ammettessero, una volta per tutte che non sono in grado di organizzare una finale e la facessero finita di reclamare - quasi fosse un diritto - l'organizzazione di Olimpiadi, Mondiali, Europei, finali di coppe europee varie.
Ammettessero anche, una volta per tutte, che la loro tessera del tifoso è una cagata e che - visto che il Napoli è finalista - quel pezzettino di plastica non può certo impedire che migliaia di tifosi che non ne sono in possesso, decidano comunque di venire a festeggiare a Roma l'eventuale vittoria.
Ammettessero che nelle passate edizioni la finale si è disputata a Roma senza limitazioni di sorta e quest'anno, chissà perché, non sono capaci di organizzare l'evento.
Ammettessero che nello Stadio Olimpico di Roma - a 5 stelle - si è disputata qualche anno fa la finale di Champions League ed anche altre finali di Coppa Italia da tutto esaurito.
Ammettessero, per finire, che se una finale di FA Cup dovesse vedere contrapposte Manchester e Liverpool, oppure West Ham Utd./Millwall, a nessuno in Inghilterra verrebbe in mente di spostare il luogo di disputa da Londra: del resto a nessuno in Inghilterra è mai venuto in mente, da quando esiste il calcio, di vietare una trasferta su basi territoriali oppure di varare una tessera del tifoso, come avviene in Italia. Del resto solo in Italia si poteva avere un Ministro dell'Interno non del tuto incensurato che propugna l'indipendenza della Padania e detesta l'Italia: un po' come se in Inghilterra facessero ministro dell'Interno il capo del Sinn Fein o in Spagna il capo di Herri Batasuna.
Se ammettessero tutto questo - e non possono non ammetterlo - potrebbero solo guardarsi allo specchio e riflettere sul declino del calcio italiano, dovuto alla manica di buffoni che se ne è impossessato.
162206
BOC User
30/03/2012 21:26:20
MANICA DI BUFFONI.
Quando il Napoli si è qualificato per la finale si è scatenato il panico istituzionale.
Anni di restrizioni e di privazioni per una tifoseria che da tempo cerca di festeggiare qualcosa di importante.
Una tifoseria che ha il record di persone dotate di tessera del tifoso come anche una tifoseria ultras che della stessa tessera - pur avendo in massima parte tutti i diritti per acquisirla - non ne vuole sapere.
Scimmiottando l'Inghilterra, nel tentativo di dare una minima dignità a una Coppa Italia che potrebbe essere splendida ed invece è declassificata a coppa di serie B, si è stabilito qualche anno fa che la finale, prima con andata e ritorno, si sarebbe dovuta disputare a Roma, con consegna della coppa dalle mani del Presidente Napolitano, che non avrà lo stesso charme di una regina d'Inghilterra o di un appartenente alla casa reale ma è pur sempre il Presidente di una Repubblica degnamente rappresentata dai suoi incensurati parlamentari.
Tutto questo venne stabilito, approvato e messo in opera.
Avrebbero però dovuto inserire una clausola: si gioca a Roma a patto che una delle finaliste non sia il Napoli, nel qual caso limiteremo gli accessi ai possessori della tessera del tifoso (ma - oddio mio - i napoletani se la faranno tutti!), faremo sì che il suo Presidente chieda di trasmigrare a Milano, a Londra o a Parigi, un po' come se il presidente del Liverpool chiedesse di giocare la finale di FA Cup a Roma invece che a Londra e, per finire, Gianni Petrucci - quello dell'Olimpico a 5 stelle - d'intesa con "chissà chi" e per togliere dall'imbarazzo tutti valuta la possibilità di non concedere la disponibilità dello Stadio Olimpico.
Ecco, questa vicenda dimostra ancora una volta quanto - purtroppo - sia ridicolo questo Stato e del perché non goda di alcuna credibilità internazionale.
Ammettessero, una volta per tutte che non sono in grado di organizzare una finale e la facessero finita di reclamare - quasi fosse un diritto - l'organizzazione di Olimpiadi, Mondiali, Europei, finali di coppe europee varie.
Ammettessero anche, una volta per tutte, che la loro tessera del tifoso è una cagata e che - visto che il Napoli è finalista - quel pezzettino di plastica non può certo impedire che migliaia di tifosi che non ne sono in possesso, decidano comunque di venire a festeggiare a Roma l'eventuale vittoria.
Ammettessero che nelle passate edizioni la finale si è disputata a Roma senza limitazioni di sorta e quest'anno, chissà perché, non sono capaci di organizzare l'evento.
Ammettessero che nello Stadio Olimpico di Roma - a 5 stelle - si è disputata qualche anno fa la finale di Champions League ed anche altre finali di Coppa Italia da tutto esaurito.
Ammettessero, per finire, che se una finale di FA Cup dovesse vedere contrapposte Manchester e Liverpool, oppure West Ham Utd./Millwall, a nessuno in Inghilterra verrebbe in mente di spostare il luogo di disputa da Londra: del resto a nessuno in Inghilterra è mai venuto in mente, da quando esiste il calcio, di vietare una trasferta su basi territoriali oppure di varare una tessera del tifoso, come avviene in Italia. Del resto solo in Italia si poteva avere un Ministro dell'Interno non del tuto incensurato che propugna l'indipendenza della Padania e detesta l'Italia: un po' come se in Inghilterra facessero ministro dell'Interno il capo del Sinn Fein o in Spagna il capo di Herri Batasuna.
Se ammettessero tutto questo - e non possono non ammetterlo - potrebbero solo guardarsi allo specchio e riflettere sul declino del calcio italiano, dovuto alla manica di buffoni che se ne è impossessato.
Una tifoseria che ha il record di persone dotate di tessera del tifoso come anche una tifoseria ultras che della stessa tessera - pur avendo in massima parte tutti i diritti per acquisirla - non ne vuole sapere.
Scimmiottando l'Inghilterra, nel tentativo di dare una minima dignità a una Coppa Italia che potrebbe essere splendida ed invece è declassificata a coppa di serie B, si è stabilito qualche anno fa che la finale, prima con andata e ritorno, si sarebbe dovuta disputare a Roma, con consegna della coppa dalle mani del Presidente Napolitano, che non avrà lo stesso charme di una regina d'Inghilterra o di un appartenente alla casa reale ma è pur sempre il Presidente di una Repubblica degnamente rappresentata dai suoi incensurati parlamentari.
Tutto questo venne stabilito, approvato e messo in opera. Avrebbero però dovuto inserire una clausola: si gioca a Roma a patto che una delle finaliste non sia il Napoli, nel qual caso limiteremo gli accessi ai possessori della tessera del tifoso (ma - oddio mio - i napoletani se la faranno tutti!), faremo sì che il suo Presidente chieda di trasmigrare a Milano, a Londra o a Parigi, un po' come se il presidente del Liverpool chiedesse di giocare la finale di FA Cup a Roma invece che a Londra e, per finire, Gianni Petrucci - quello dell'Olimpico a 5 stelle - d'intesa con "chissà chi" e per togliere dall'imbarazzo tutti valuta la possibilità di non concedere la disponibilità dello Stadio Olimpico.
Ecco, questa vicenda dimostra ancora una volta quanto - purtroppo - sia ridicolo questo Stato e del perché non goda di alcuna credibilità internazionale.. Una tifoseria che ha il record di persone dotate di tessera del tifoso come anche una tifoseria ultras che della stessa tessera - pur avendo in massima parte tutti i diritti per acquisirla - non ne vuole sapere.
Scimmiottando l'Inghilterra, nel tentativo di dare una minima dignità a una Coppa Italia che potrebbe essere splendida ed invece è declassificata a coppa di serie B, si è stabilito qualche anno fa che la finale, prima con andata e ritorno, si sarebbe dovuta disputare a Roma, con consegna della coppa dalle mani del Presidente Napolitano, che non avrà lo stesso charme di una regina d'Inghilterra o di un appartenente alla casa reale ma è pur sempre il Presidente di una Repubblica degnamente rappresentata dai suoi incensurati parlamentari.
Tutto questo venne stabilito, approvato e messo in opera. Avrebbero però dovuto inserire una clausola: si gioca a Roma a patto che una delle finaliste non sia il Napoli, nel qual caso limiteremo gli accessi ai possessori della tessera del tifoso (ma - oddio mio - i napoletani se la faranno tutti!), faremo sì che il suo Presidente chieda di trasmigrare a Milano, a Londra o a Parigi, un po' come se il presidente del Liverpool chiedesse di giocare la finale di FA Cup a Roma invece che a Londra e, per finire, Gianni Petrucci - quello dell'Olimpico a 5 stelle - d'intesa con "chissà chi" e per togliere dall'imbarazzo tutti valuta la possibilità di non concedere la disponibilità dello Stadio Olimpico.
Ecco, questa vicenda dimostra ancora una volta quanto - purtroppo - sia ridicolo questo Stato e del perché non goda di alcuna credibilità internazionale.
Ammettessero, una volta per tutte che non sono in grado di organizzare una finale e la facessero finita di reclamare - quasi fosse un diritto - l'organizzazione di Olimpiadi, Mondiali, Europei, finali di coppe europee varie.
Ammettessero anche, una volta per tutte, che la loro tessera del tifoso è una cagata e che - visto che il Napoli è finalista - quel pezzettino di plastica non può certo impedire che migliaia di tifosi che non ne sono in possesso, decidano comunque di venire a festeggiare a Roma l'eventuale vittoria.
Ammettessero che nelle passate edizioni la finale si è disputata a Roma senza limitazioni di sorta e quest'anno, chissà perché, non sono capaci di organizzare l'evento.
Ammettessero che nello Stadio Olimpico di Roma - a 5 stelle - si è disputata qualche anno fa la finale di Champions League ed anche altre finali di Coppa Italia da tutto esaurito.
Ammettessero, per finire, che se una finale di FA Cup dovesse vedere contrapposte Manchester e Liverpool, oppure West Ham Utd./Millwall, a nessuno in Inghilterra verrebbe in mente di spostare il luogo di disputa da Londra: del resto a nessuno in Inghilterra è mai venuto in mente, da quando esiste il calcio, di vietare una trasferta su basi territoriali oppure di varare una tessera del tifoso, come avviene in Italia. Del resto solo in Italia si poteva avere un Ministro dell'Interno non del tuto incensurato che propugna l'indipendenza della Padania e detesta l'Italia: un po' come se in Inghilterra facessero ministro dell'Interno il capo del Sinn Fein o in Spagna il capo di Herri Batasuna.
Se ammettessero tutto questo - e non possono non ammetterlo - potrebbero solo guardarsi allo specchio e riflettere sul declino del calcio italiano, dovuto alla manica di buffoni che se ne è impossessato.. Una tifoseria che ha il record di persone dotate di tessera del tifoso come anche una tifoseria ultras che della stessa tessera - pur avendo in massima parte tutti i diritti per acquisirla - non ne vuole sapere.
Scimmiottando l'Inghilterra, nel tentativo di dare una minima dignità a una Coppa Italia che potrebbe essere splendida ed invece è declassificata a coppa di serie B, si è stabilito qualche anno fa che la finale, prima con andata e ritorno, si sarebbe dovuta disputare a Roma, con consegna della coppa dalle mani del Presidente Napolitano, che non avrà lo stesso charme di una regina d'Inghilterra o di un appartenente alla casa reale ma è pur sempre il Presidente di una Repubblica degnamente rappresentata dai suoi incensurati parlamentari.
Tutto questo venne stabilito, approvato e messo in opera. Avrebbero però dovuto inserire una clausola: si gioca a Roma a patto che una delle finaliste non sia il Napoli, nel qual caso limiteremo gli accessi ai possessori della tessera del tifoso (ma - oddio mio - i napoletani se la faranno tutti!), faremo sì che il suo Presidente chieda di trasmigrare a Milano, a Londra o a Parigi, un po' come se il presidente del Liverpool chiedesse di giocare la finale di FA Cup a Roma invece che a Londra e, per finire, Gianni Petrucci - quello dell'Olimpico a 5 stelle - d'intesa con "chissà chi" e per togliere dall'imbarazzo tutti valuta la possibilità di non concedere la disponibilità dello Stadio Olimpico.
Ecco, questa vicenda dimostra ancora una volta quanto - purtroppo - sia ridicolo questo Stato e del perché non goda di alcuna credibilità internazionale.
Ammettessero, una volta per tutte che non sono in grado di organizzare una finale e la facessero finita di reclamare - quasi fosse un diritto - l'organizzazione di Olimpiadi, Mondiali, Europei, finali di coppe europee varie.
Ammettessero anche, una volta per tutte, che la loro tessera del tifoso è una cagata e che - visto che il Napoli è finalista - quel pezzettino di plastica non può certo impedire che migliaia di tifosi che non ne sono in possesso, decidano comunque di venire a festeggiare a Roma l'eventuale vittoria.
Ammettessero che nelle passate edizioni la finale si è disputata a Roma senza limitazioni di sorta e quest'anno, chissà perché, non sono capaci di organizzare l'evento.
Ammettessero che nello Stadio Olimpico di Roma - a 5 stelle - si è disputata qualche anno fa la finale di Champions League ed anche altre finali di Coppa Italia da tutto esaurito.
Ammettessero, per finire, che se una finale di FA Cup dovesse vedere contrapposte Manchester e Liverpool, oppure West Ham Utd./Millwall, a nessuno in Inghilterra verrebbe in mente di spostare il luogo di disputa da Londra: del resto a nessuno in Inghilterra è mai venuto in mente, da quando esiste il calcio, di vietare una trasferta su basi territoriali oppure di varare una tessera del tifoso, come avviene in Italia. Del resto solo in Italia si poteva avere un Ministro dell'Interno non del tuto incensurato che propugna l'indipendenza della Padania e detesta l'Italia: un po' come se in Inghilterra facessero ministro dell'Interno il capo del Sinn Fein o in Spagna il capo di Herri Batasuna.
Se ammettessero tutto questo - e non possono non ammetterlo - potrebbero solo guardarsi allo specchio e riflettere sul declino del calcio italiano, dovuto alla manica di buffoni che se ne è impossessato.
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BOC User
30/03/2012 16:21:35
Sì bona, porca, troia sta lena ma non si sa come questo qua sopra riesca a non avere mal di schiena dopo settimane intere di binghete e banghete.
http://www.youblisher.com/p/267583-La-storia-di-Gino-e-Pino/
162173
BOC User
30/03/2012 15:38:37
Sole e Baleno. La nostra rabbia non si è spenta!
162152
BOC User
30/03/2012 13:18:46
G. Lomonaco
M. C. : ma che siete na setta na tribù i carbonari i masoni
R. R. : mario semmai massoni
162149
BOC User
30/03/2012 13:10:41
BRAVI, BRAVI... SIATE FIERI DI TIFARE
A.S. MASSONI 1927
162148
BOC User
30/03/2012 13:09:21
R. Galopeira
massone massone alè
questa canzone è dedicata a teeeeeee
161995
BOC User
29/03/2012 13:50:30
Vecchia Guradia B.O.C. pausa durante la trasferta contro la pro vercelli
161671
BOC User
22/03/2012 22:34:11
aveva ragione lui... comunque piacenzino facce un bocchino !!!
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BOC User
21/03/2012 17:35:48
se passa la riforma dell'art. 18
L'alternativa al licenziamento sarà la schiavitù.

L'unica cosa che posso fare è dotarmi di microtelecamere e registratori.

Oramai è guerra.
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BOC User
20/03/2012 15:59:14
dettagli.... pè capi che nun contamo un cazzo
Il nuovo iPad è già disponibile negli Stati Uniti, Australia, Canada, Francia, Germania, Hong Kong, Giappone, Puerto Rico, Singapore, Svizzera, Regno Unito e le Isole Vergini americane e, a partire dalle 8:00 orario locale di Venerdì 23 marzo sarà disponibile attraverso l’ Apple Online Store (www.apple.com), gli Apple Store e un numero selezionato di Rivenditori Autorizzati in 24 ulteriori Paesi fra cui Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Macao, Messico, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svizzera.
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BOC User
17/03/2012 16:05:14
Radio BOC,sez. easy afternoon
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BOC User
08/03/2012 16:15:33
questo è l'avv. conte...osvardo vattè a costitui!!!
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BOC User
05/03/2012 17:13:41
Un plauso al coglioncello del fatto. Juan pezzo di merda. Brutto negro de merda.
Derby, indignazione telecomandata Capiamoci subito: subdolo o strisciante che sia, il razzismo biologico è una brutta bestia. Proprio come la violenza. Allora mi chiedo, perché ignorare (sottodimensionare, nella migliore delle ipotesi) altri sgradevoli episodi, a margine della stracittadina di ieri?

Su tutti, prima della gara, un turista spagnolo accoltellato fuori l’Olimpico. Trasportato in ospedale, è stato dichiarato fuori pericolo. Però si tratta dell’ennesima vittima di una sequela pluridecennale di sangue. Il copione è sempre lo stesso: accoltellato nella stessa area, fuori la Curva Sud, sul Lungotevere in prossimità sempre dello stesso ponte (Duca D’Aosta) e dello stesso bar (River) dove, mi vien da credere, (prima o poi) applicheranno macabre placche e targhette ricordo, trofei (a mò di scalpo) per celebrare a futura memoria l’anno, la partita e il nome dell’accoltellato. E’ talmente consuetudinario regalarsi punti di sutura ai glutei fuori lo stadio, che una volta l’ex Prefetto capitolino Achille Serra definì (in vernacolo) il reato come ‘puncicata’, sminuendo al gergo dei novelli rugantini gravità e portata dei fendenti all’arma bianca.

E poi le bombe carta, ripetute deflagrazioni di petardi rudimentali. Solo in Curva Sud ne avranno lanciate una decina, tra primo e secondo tempo, ritmandole al giubilo degli Olè stile torcida. Ma come? Nonostante messa in sicurezza dello Stadio Olimpico (ranking Elite, più alto punteggio europeo dell’Uefa, unico impianto italiano insieme al S. Siro di Milano), nonostante tornelli, telecamere, prefiltraggio, filtraggio, steward, biglietti nominativi e Tessera del Tifoso, le bombe carta continuano a varcarle indisturbate i cancelli? Se non fosse ancora chiara la loro pericolosità (sia mai il Prefetto pensasse di chiamarli bonariamente ‘bomboni di capodanno’), ricordo che ogni tanto qualcuno ci rimette pure le falangi della mano e qualcun altro ci muore pure. E che l’arbitro, per contrastare questi boatos, ha facoltà di sospendere la partita, come per striscioni e cori offensivi. E allora? Perché quest’inusuale indifferenza?

Credo che nella (giusta) condanna unanime per gli ululati al povero Juan, ci sia molta prevenzione, mista faziosimo da stadio, roba da sciarpa al collo in tribuna stampa, abilmente mascherata da un’ondata di moralizzazione e indignados, visto che le stesse colonne di carta stampata e le stesse emittenti televisive che oggi spergiurano contro la Curva Nord, per vent’anni hanno sorvolato su striscioni e cori offensivi nei confronti del defunto Vincenzo Paparelli (tifoso laziale ucciso all’Olimpico nel 1979 da un razzo sparato dal settore romanista). Il mio concetto è semplice, lineare e senza inganni: è giusto indignarsi oggi come però sarebbe stato giusto indignarsi anche ieri, quando tutti tacevano. E se non lo si è fatto prima, è cosa buona e giusta farlo adesso, però condannando ogni bruttura da stadio, con gli ululati della Curva Nord anche l’accoltellamento fuori l’Olimpico e le bombe carta scoppiate in Curva Sud.

Il rischio è scegliere arbitrariamente i casi da censurare, stigmatizzando pubblicamente solo quelli mediaticamente forti, indipendentemente dalla loro essenza riprovevole. Così non si uscirà mai dal circolo vizioso, ci sarà sempre una critica da Orazi e Curiazi, Romolo e Remo. In pratica ci si sdegna solo se l’episodio incriminato è a favore di telecamera (e gli ululati sono andati in diretta Sky/Rai/Mediaset, a differenza della ‘puncicata’ su Ponte Duca d’Aosta) e se la matrice curriculare dell’offendente è giornalisticamente coerente (si sa, la curva laziale è ormai marchiata a vita, tanto che non più tardi di una settimana fa, prima della trasferta con l’Atletico Madrid, El Pais le ha preventivamente regalato un bel ritratto biografico: ma El Pais oggi scriverà dello spagnolo ‘puncicato’ a Roma?)

Dimenticavo. Nessuno (stranamente) l’ha detto, ma dopo aver udito le ingiurie, stizzito, Juan ha provocato il pubblico laziale. Capisco trans agonistica e rabbia del forte difensore brasiliano, ma sfidare apertamente una curva di 20.000 avversari, intimandoli a zittirsi, è poco prudente, in Italia come all’estero. Semplicemente, Juan avrebbe dovuto limitarsi a segnalare la circostanza all’arbitro (cosa che poi – giustamente – ha fatto, tant’è che lo speaker ha intimato sanzioni al pubblico). E basta (almeno in campo).

“I cori razzisti per Juan? Ci sarà chi prenderà decisioni al riguardo – ha detto capitan futuro giallorosso, Daniele De Rossi - Prendermela con i tifosi della Lazio adesso non mi va e poi i cori li fa mezza serie A“. Bravo Daniele, il ‘così fa tutti’ non è una giustificazione ma l’indice di un problema da analizzare nella sua complessità, a trecento sessanta gradi. Lo prevede il codice di giustizia sportiva, ma anche il buon senso: mai rispondere ad una provocazione con un’altra inversa e contraria.