Anno di fondazione dell'ASR
177908
BOC User
08/11/2012 16:42:33
lele x bergomum sez. cinema
Onore massima a te!
177904
BOC User
08/11/2012 15:56:40
Bergomum sez. Cinema
Ieri sera sono andato al cinema da solo (!) a vedere C'era una volta in America restaurato ... Capolavoro !
177863
BOC User
08/11/2012 09:37:52
P. N.
177762
BOC User
06/11/2012 13:07:36
Simone... momenti di storia
177748
BOC User
06/11/2012 11:31:04
MomentideBoc: - Barusso - olio su tela 50x70. Museo Villa Pacelli, Roma
177542
BOC User
03/11/2012 02:52:44
C. & C.
...qualcosa succede, allora. Basta osservare...
176799
BOC User
24/10/2012 08:25:06
COMMANDO CALLA SEZ. MERCURY
176796
BOC User
24/10/2012 00:44:48
PAG. 229
...insultate Sandri, insultate...
176753
BOC User
23/10/2012 14:42:51
L. Armostrong
sono innocente
176490
BOC User
19/10/2012 10:15:22
la B.O.C. compatta
AUGURI AL PRINCIPE MYSKIN, L'IDIOTA, LA BESTIA UMANA... PER I SUOI 30 ANNI
175301
BOC User
01/10/2012 22:26:43
Il proletariato europeo nel vortice dell’austerity. Monta la protesta in Spagna, Grecia, Portogallo. E in Italia?
Che gli stati dell’Europa meridionale – simpaticamente chiamati PIGS, cioè “maiali”, dalle tecnocrazie dell’UE – siano in crisi, è cosa ormai nota. Come al solito, l’ottimismo dei governi ha avuto le gambe corte: in Italia si rivedono le cifre del PIL, che nel 2013 scenderà dello 0,6% (dopo che già quest'anno andrà giù del 2,4%); lo stesso si fa in Spagna, che vede il proprio PIL in calo del dell’1,4% invece che dello 0,6% finora pronosticato. Quanto alla Grecia, il suo baratro sembra senza fondo: il Ministro delle Finanze greco ha infatti appena annunciato che, dal 2008 al 2014, la contrazione del PIL è calcolabile intorno al 25%. Non meno preoccupante è la situazione in Portogallo, dove il PIL quest’anno è in calo del 3,3%. In queste condizioni lo spread con i titoli tedeschi ricomincia a salire, e non è più solo la Grecia a essere interessata dai piani di “aiuto”…

Ma queste cifre, che pure fotografano una situazione molto grave, non dicono tutto, anzi: vengono usate per nascondere qualcosa. I media infatti tendono a presentarci gli Stati – Italia, Spagna etc – come entità compatte, come unità nazionali che si siedono al tavolo delle trattative con unità nazionali altrettanto compatte – la Germania, la Francia etc –, come se fossimo ancora all’epoca degli Stati-nazione ottocenteschi e non in un’epoca di globalizzazione, di circolazione mondiale di capitali e di formazione di classi dominanti non più su base nazionale ma internazionale. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza per provare a capire cosa sta succedendo per davvero.

È persino banale dire che gli Stati non sono ordinamenti super partes, ma costruzioni politiche mediante le quali la borghesia afferma il suo potere sulle classi lavoratrici facendolo passare per “volontà generale” e “interesse collettivo”.

Quello che sta succedendo negli ultimi mesi in Europa ce ne dà la conferma. Nonostante i media parlino sempre di “Italia”, per cercare così di far sentire tutti partecipi di un progetto nazionale, addomesticando la popolazione agli imperativi della “responsabilità” e dei “sacrifici”, è evidente che non stiamo assistendo a uno scontro fra diversi paesi, ma a una lotta fra classi sociali a livello continentale. Da un lato c’è una borghesia europea che vuole andare verso la costituzione di un’unione imperialista più forte, più competitiva a livello globale, strutturata intorno all’asse franco-tedesco; dall’altro ci sono pezzi di borghesie ancora legate alla dimensione nazionale (magari marginali da un punto di vista economico, ma ancora rappresentative da un punto di vista politico) e soprattutto una massa sterminata di lavoratori, disoccupati, precari, proletari che non intendono – e comunque non possono – più pagare questa crisi.

In altre parole, all’interno del “normale” sviluppo ineguale fra i paesi capitalisti europei, alcune frazioni della borghesia decidono – per meglio servire i propri interessi, per rafforzare la propria posizione economica e politica all'interno di ciascun paese – di applicare le misure di “austerità” decretate dall’UE, che incarna gli interessi “universali” della borghesia contro i piccoli interessi di bottega delle frazioni borghesi nazionali.

Da questo punto di vista tutti i ritornelli della destra e dei populisti, tutti gli slogan contro la “casta”, dai politici “traditori” e “corrotti”, alle lamentele sulla perduta “sovranità nazionale”, non hanno alcun senso: non perché i politici non siano anche corrotti e traditori del mandato dei cittadini, ma perché in realtà essi eseguono al meglio – nell’Italia di Monti come nella Spagna di Rajoy – gli interessi di quella borghesia da cui dipendono, borghesia che ha bisogno dell’UE per partecipare da una migliore posizione alla “gara” contro i monopoli statunitensi, giapponesi, cinesi, russi etc. Per questo motivo una vera alternativa allo stato di cose esistenti non sta né nelle ridicole proposte di taglio ai “costi della politica”, né nel miracoloso ricorso a “figure nuove”, ma nell’opposizione alle pretese delle classi dominanti, nella rottura con i loro interessi. Perché la crisi non è mai per “tutti”, ma sempre per qualcuno: quelli che hanno bisogno di lavorare per poter sopravvivere.



Che la cosa stia proprio così, lo dimostrano alcune notizie degli ultimi giorni. Il 24 settembre Publico, il principale quotidiano portoghese, apriva con quest’articolo: I salari del lavoratori calano di più di quelli degli imprenditori. In sostanza, per la prima volta da sempre, i salari del lavoratori portoghesi (i salari nominali, cioè la cifra effettivamente ricevuta, non quella calcolata in relazione all'inflazione - rispetto a quella infatti i salari erano già indietro da tempo) calano in termini assoluti, a tutti i gradini della scala sociale, ma in particolar modo nei livelli più bassi – fra gli operai, gli addetti ai servizi, gli impiegati.

Per essere più chiari, se fino a qualche anno fa il contratto di un lavoratore prevedeva per ipotesi un salario di 1.000€ al mese, ora per lo stesso lavoro il dipendente percepisce 980€, con in più l’aggravio di dover pagare l’aumento dei prezzi delle merci dovuto all’inflazione e l’aumento delle tasse imposte dallo Stato, mentre vengono contemporaneamente tagliati le tredicesime e i servizi sociali. Il padronato – e non solo quello portoghese, anzi: le aziende più importanti del paese sono multinazionali – è riuscito a ottenere questo risultato, che gli permette anche in tempo di crisi di fare profitti considerevoli, usando i contratti a termine, le varie direttive europee in tema di lavoro, le ristrutturazioni volute dai neoliberisti del Fondo Monetario Internazionale. Il sistema è semplice: gli imprenditori sostituiscono in continuazione i “vecchi” lavoratori con “nuovi” lavoratori pagati di meno. Inutile dire che nello stesso periodo gli stipendi dei direttori generali e degli amministratori non sono stato affatto toccati.

Il caso portoghese non è ovviamente molto diverso da quello spagnolo, da quello greco, o da quello italiano – proprio l’altro ieri l’Istat ha annunciato che “se non si rinnovano i contratti, nel 2013 le retribuzioni rischiano di crollare”. In tale contesto non sorprende che i mutui accesi siano sempre di meno, così come siano in calo le vendite al dettaglio e persino i consumi alimentari. Ma che quella di recuperare competitività internazionale spremendo il più possibile il lavoro sia una strategia che la borghesia sta applicando a livello internazionale, ce lo dimostrano persino gli USA. Secondo il Financial Times, per avviare una vera ripresa dell’economia statunitense bisogna agevolare una “rinascita della manifattura” attraverso una politica energetica e fiscale che incentivi gli investimenti, e soprattutto ammazzando i costi della forza lavoro. Secondo il Boston Consulting Group, gli USA in questo modo potrebbero creare entro il 2020 fra i 2 e i 5 milioni di lavoratori industriali (fra operai, tecnici e impiegati), che guadagneranno, rispetto ai loro colleghi cinesi, solo 7 centesimi in più all’ora…

Tornando all’Europa, e in particolare all’Italia, è evidente che mentre la condizione di vita dei lavoratori torna a quella di venti, se non trenta anni fa, ci sono fasce sociali che non sono affatto toccate dalla crisi, tanto che il settore che soffre di meno della contrazione dei consumi è quello delle gioiellerie e degli articoli di lusso in generale. Persino Napolitano si deve essere accorto di qualcosa se – proprio lui che ha fatto di tutto per avere come Capo del Governo un agente della grande borghesia europea – parla di “una politica di rigore che parta dai più abbienti”. Affermazione che fa ridere in un paese dove si è parlato di recuperare entrate anche attraverso una tassa sugli animali domestici, ma non è mai stata presa in considerazione una patrimoniale nemmeno blanda, né è stato avviato un serio recupero dell’evasione fiscale.



In ogni caso, le classi subalterne dell’Europa meridionale si stanno accorgendo del trucco, e stanno iniziando a porre i loro interessi, che sono quelli della maggioranza, contro quelli assolutamente particolari della minoranza borghese. La crisi sociale prende così anche una forma politica: è quello che accade da tempo in Grecia, in cui non si smette di manifestare contro le misure di austerity, ma è quello che sta accadendo anche in Spagna, dove negli ultimi giorni i manifestanti hanno assediato il Parlamento, costringendo la polizia a caricare duramente, mentre ieri i sindacati baschi hanno incrociato le braccia per 24 ore. Anche il Portogallo vede le più grandi manifestazioni dal 1974 (il 15 settembre erano in piazza in tutto il paese quasi un milione di persone, circa un portoghese ogni dieci), manifestazioni che hanno già prodotto parziali effetti politici, mettendo in crisi il governo di centrodestra e fermando gli attacchi già programmati ai salari, mentre per sabato 29 settembre è stata chiamata un’altra grande mobilitazione nazionale a Lisbona…

Certo, la crisi politica può spostare anche il quadro politico verso destra: è il caso dell’ascesa del partito greco neonazista Alba Dorata, o di quello francese Front National. Ma i proletari europei, per quanto combattano ancora in larga parte le “seconde linee” come “i politici” o la “partitocrazia”, per quanto siano spesso manovrati da forze reazionarie, stanno a poco a poco prendendo consapevolezza del fatto che la sola via d’uscita dalla crisi è la loro unione a livello locale e la loro alleanza a livello internazionale.

Purtroppo, in questo scenario autunnale confuso ma dinamico, è l’Italia a mancare. Forse i lavoratori italiani sono ancora paralizzati dall’arrivo di Monti, annichiliti dai falsi problemi posti da Repubblica e da Ballarò, schifati dagli stili di vita dei propri politici, oscillanti fra un nichilismo disperato e una sudditanza al primo incantatore che passa. A questi bassi livelli di coscienza si aggiunge la struttura sindacale corporativa di CGIL-CISL-UIL che controlla ancora capillarmente i punti più significativi del conflitto di classe, impedendo la sua esplosione. Ciò non toglie che importanti segnali di inversione di tendenza ci siano: l’ondata di rabbia contro Marchionne che attraversa il corpo degli operai FIAT dal Nord al Sud, la determinazione dei lavoratori dell’ALCOA, la capacità di resistenza nel tempo di vertenze come quella dell’Irisbus, se convogliate e unite intorno a un progetto realmente alternativo, potrebbero produrre effetti dirompenti. Bisogna incominciare da subito, per costruire il corteo nazionale del 27 ottobre come una reazione di massa alle politiche della borghesia europea che oggi trovano in Monti l’interprete più astuto e spietato.

174723
BOC User
25/09/2012 15:53:51
ciao Renata, la B.O.C. ti voleva bene
140404 01/02/2011 17.11.12 Ricapitolamo Niente email
Berlusconi Presidente del Consiglio
Polverini presidente della Regione
Alemanno Sindaco di Roma
Angelucci presidente ASR

Me so' scordato qualcosa?

135700 13/10/2010 14.46.18 gnafo Niente email
x 135699: come al solito ho una buona memoria..

x 135698: io alla polverini nun je dare manco n'occhiata.. te se seccheno li cojoni si la guardi.. è peggio de Medusa.. li mortacci sua e de su madre.

127381 19/04/2010 11.07.08 Delirio Niente email
Ieri Deluca ha detto una serie di stronzate allucinanti tra cui evidenzio:
- "Totti è andato coi pollici versi sotto la Nord" (s'è corretto 10 minuti dopo)
- Gli areoporti riaprono tutti domani, Lunedì, notizia dell'ultima ora"

Il miglir striscione di ieri è stato il seguente, esposto naturalmente da noi:
* VOI LA POLVERINI, NOI LA POLVERINA *

126440 31/03/2010 13.46.27 oc 1980 Niente email
visto che brozzi e' il candidato piu' votato magari c'e' il rischio che lo fanno assessore alla sanita'.
daje che famo crolla' la giunta polverini con la storia dei videopoker.

126410 30/03/2010 19.13.20 comunque Niente email
Polverini, prende i voti dei burini

126409 30/03/2010 19.06.00 giggio Niente email
poi dice che dentro a sta città nun ce stanno cojoni...
il più votato IN ASSOLUTO nella provincia di Roma per il consiglio regionale:

LISTA POLVERINI PRESIDENTE
Mario Brozzi (22.417)

125902 16/03/2010 9.50.26 pallino Niente email
DIO CANE I MANIFESTI DELLA POLVERINI CHE FANNO
"RENATA POLVERINI INCONTRA I TASSISTI"

PORCO DIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!
I TASSISTI E I LAZIALI ECCO CHI CAZZO SE CANDIDA A ROMAAAAAA!!!!
TU GUARDA SE NUN ME TOCCA VOTA' QUELLA LESBICA DELLA BONINO PER EVITARE STA BOCCHINARA TRUCIDA.
ME SO ROTTO ER CAZZO DE VOTA' PER IL MALE MINORE, PORCO DIO CHE PAESE DE MERDA VAFFANCULO MAGARI FAMO LA FINE DELL'ARGENTINA!!!!!

PORCO DIO TASSISTA BASTARDO!

125896 16/03/2010 0.38.41 Vecchia B.O.C. Etichetta Nera Niente email
polverini solo bocchini!!!

126025 18/03/2010 19.39.01 chi tace acconsente Niente email
ktulu vota polverini

126005 18/03/2010 10.21.51 ma è vero che... Niente email
ktulu voterà per la polverini?

125849 15/03/2010 10.50.00 va bene tutto ma... Niente email
...ma uno che si tromba una con la faccia da contadina come la polverini deve essere proprio malato.

125790 14/03/2010 15.52.56 Ecco chi si tormbava quella merda di oc 1980 Niente email
http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/lazio/2010/03/14/foto/zarate_polverini_in_curva-2653145/1/

124048 10/02/2010 16.06.34 Vecchia Tuscolo Niente email
Il problema e' che oc 1980 era capace anche di vantarsi del lingua in bocca con la Polverini,tocca un attimo compatirlo.
Ora Renata manco i manifesti suoi gli fa attaccare con quella lingua.

123251 28/01/2010 18.02.08 un incredulo ABBALLA COI LUPI Niente email
aho so andato a vede' le foto de sta Polverini
e me pare che stamo a parla' de n'antro Gibbone

ma che sta a succede a Roma?

* DICO NO AL PIANETA DELLE SCIMMIE 3 *

123235 28/01/2010 16.09.27 Vecchia Tuscolo Niente email
La Polverini da pischella bazzicava zona Pta Metronia,bella pischella ma c'aveva 'na marana in bocca.


123231 28/01/2010 15.56.59 Lanfranco Niente email
con renata polverini, la regione in cui viviamo, che ha già un nome de merda, passerà da un presidente che annava a trans a un trans in carne ed ossa.
Li mortacci sua quanto po esse brutta, dirò de più, pare un omo brutto....porco dio.
Solo quer maniaco de oc 1980 la poteva trovà arrapante...

124144 11/02/2010 15.01.30 Niente email
Bertolaso, i pm di roma, la presidentina che incontra la polverini, e poi se capisce perchè la zoccola non sta al gabbio da almeno un decennio.

123988 10/02/2010 8.45.04 UR 77 Bob Niente email
Fini o alemando, polverini o staminchia

TORNERETE IN B COME IL NAPOLI'

LAZIO MERDA TBC FIGLI DI PUTTANA SERIE B

LAZIO TI ODIO

123027 25/01/2010 22.42.12 al rogo Niente email
casa pound con polverini
Lun, 25/01/2010 - 12:44
qui casca l'asino
casa pound appoggerà la polverini per le elezioni regionali. luca malcotti (ugl pure lui) sarà il loro candidato per il consiglio. chiedono le solite cose: mutuo sociale, handicap e carcere(?) e "la possibilità per le donne che lavorano di essere pure madri". altro che le braccia tese degli storaciani (che nessuno del centrodestra dice di avere visto).
174565
BOC User
22/09/2012 11:14:06
Bergomum sez. PC
Qualcuno puo' spiegarmi sta' cosa: 2 mesi fa' ho dovuto cambiare la scheda madre del mio portatile perche' defunta. Da quando me l'hanno cambiata, quando guardo un DVD sul PC e metto i sottotitoli in italiano, perche' magari voglio vedermelo in lingua originale, i sottotitoli sono illeggibili ! sapete dirmi come risolvere il problema ? Grazie mille !
174513
BOC User
21/09/2012 09:22:38
P. Bargiggia
lele se sei uno tosto ti fai i capelli come i miei

174402
BOC User
19/09/2012 14:22:21
Roma... Ti ha dato... Questa!
174401
BOC User
19/09/2012 14:19:59
Dai Venti della Repubblica Marinara... Volevi ... QUESTA...
174400
BOC User
19/09/2012 14:08:46
Ultras un casso Dio Gaton, Va in cùeo da to mare, Muso da mona! funsiona il Putan Roma! Onore a M. Stronzi
174360
BOC User
18/09/2012 22:26:39
Chei cani dei to morti me venio Via coi sgabèi Roma.... Casso Dio Can! Onore a Marco Stronzi
174354
BOC User
18/09/2012 19:09:02
Catania, guida turistica è... muta
Catania, guida turistica è... muta
Addetto visite al Palazzo Platamone
Quando la realtà supera la fantasia. C'è anche una guida muta per dare informazioni ai turisti che vogliono visitare Palazzo Platamone, di proprietà del Comune di Catania. L'uomo si esprime solo a gesti. La scoperta è stata fatta dall'assessore comunale alla Cultura. Il dipendente è stato assunto perché era nell'elenco dei disabili, si sono giustificati i dirigenti comunali. Così è stato destinato a fare da custode-guida.


E' stata il neoassessore comunale alla Cultura, la stilista Marella Ferrera, durante una visita al ristrutturato Palazzo nobiliare, noto anche come Palazzo della Cultura, a sollevare il caso.

Il Palazzo Platamone è uno degli edifici storici del tardo medioevo di Catania, che ospita l'assessorato alla Cultura del Comune etneo, e diverse mostre di pittura. Nel suo cortile, denominato della Cultura, spesso sono organizzati frequentati incontri culturali, spettacoli e esposizioni d'arte. Il palazzo apparteneva alla illustre e ricca famiglia dei Platamuni che si distinse nel campo commerciale ma che ebbe anche importanti esponenti che primeggiarono nell'ambiente politico ed ecclesiastico.
174260
BOC User
17/09/2012 14:16:24
Marco Stronzi, si fa il culo non viene pagato, ma non molla sotto i ghiacci. Onore!